24 febbraio 2014


ASSEMBLEA DEI SOCI
DEL
FONDO ETICO
E SOCIALE DELLE PIAGGE



Sabato 8 Marzo 2014 alle ore 17,00



Centro Sociale “IL POZZO”
via Lombardia, 1/p tel. 055373737


L'assemblea è aperta a tutte le persone interessate


ATTENZIONE!

SABATO 8 MARZO

in occasione dell’Assemblea del Fondo Etico e Sociale delle Piagge saranno all’opera le pentole fumanti

dell’
OSTERIA POPOLARE delle Piagge,

che a prezzi modici ci permetterà di cenare senza dover portare niente se non piatto, bicchiere e posate.

E’ molto gradita la prenotazione.

Questa volta il ricavato dell’Osteria sarà utilizzato per finanziare l’autogestione del Fondo Etico e Sociale delle Piagge.

 Intervenite appetitosi!

17 febbraio 2014

La metamorfosi delle nostre prospettive – Antonietta Potente

http://www.rrrquarrata.it/www/


Mi resta sempre difficile parlare o scrivere su grandi problematiche, in pochi minuti o in poche righe.
Per questo ciò che dirò, sarà semplicemente una condivisione ad alta voce di alcune riflessioni che ho fatto in questi ultimi tempi attorno a questa problematica sintetizzata in questo slogan: dichiariamo illegale la povertà.


Alcune inquietudini


Prima e durante la manifestazione che ha inaugurato questo non facile cammino di impegno, mi sono domandata come mai su sei persone invitate a parlare sul tema e a confermare che è possibile cambiare, c’è solo una donna, cioè io. Non lo dico retoricamente, sono convinta infatti che ciò che abbiamo intrapreso è anche una questione di cambio di mentalità. Dichiarare illegale la povertà, infatti, parte da una logica a rovescio: una politica al rovescio,  un’economia al rovescio, per darci la possibilità di rovesciare totalmente questa situazione.  Allora, in questo senso,  mi domando come mai non ci sono altre donne, perché? Le donne, nella storia sono state sempre capaci di iniziative di sovversione: il capovolgimento di teorie e pratiche di vita. Non possiamo dunque, non interpellare più donne, quando sappiamo che noi donne, siamo capaci di strategie collettive che hanno portato la società a ripensarsi, anche se, purtroppo, non totalmente. E quando parliamo di povertà questo è ancora più vero, essendo precisamente le donne, quelle che conoscono di più i drammi dell’esclusione.


Comunque, chiusa questa parentesi e sperando che questa mia domanda serva agli organizzatori di questi eventi, per i prossimi anni, vorrei descrivere alcune idee che ho pensato in questi giorni.


Una visione altra


La prima riguarda appunto la mentalità. Penso, infatti, che se tutti coloro che, nel mondo, vogliono intraprendere questo cammino e, soprattutto nei mondi dove da un po’ di anni i popoli si sono messi in piedi dimostrando che la povertà è illegale -per  esempio in Bolivia-, se noi dunque, dichiariamo illegale la povertà,  dobbiamo dichiarare illegale quella mentalità che per secoli, ha creato esclusione, violenza e dunque povertà.


Questo dramma economico, a cui assistiamo attoniti,  nasce  anche da una mentalità, da una cosmovisione che noi abbiamo coltivato. Perciò prima di tutto, da parte nostra dobbiamo compiere una vera e propria autocritica. Noi dichiariamo illegale la povertà perché è stato illegale il modo come noi abbiamo pensato  la storia. Noi, tutti. Penso alla chiesa, al suo stile di missione e di evangelizzazione; la maggior parte delle volte è stato un “modo illegale” di trattare con i popoli, pensandoli sotto una certa luce: “minori di età” e materia prima per mantenere certi poteri. Ma penso anche  alle organizzazioni non governative, anche quando ci crediamo alternativi, ma in realtà non lo siamo perché anche noi coltiviamo questa mentalità in qualche modo paternalista e colonialista. I popoli hanno una loro storia, i popoli hanno una loro dignità insieme alle loro segrete strategie e questo è vero per comunità umane ma anche per ogni individuo. Nonostante l’esclusione che questo sistema politico ed economico ha creato, milioni e milioni di persone trovano delle strategie di vita; esercitano pratiche di sopravvivenza non solo economiche ma anche psicologiche, etiche.


Allora dichiarare illegale la povertà è dichiarare illegale anche la nostra mentalità che provoca esclusione, gerarchia e in qualche modo rende più lento ogni tipo di metamorfosi socio-politica ed economica.


Cambiare logica è importante, mentre portiamo avanti questa campagna che io spero  duri meno di 5 anni -come si propone nel programma- perché in 5 anni   possono succedere molte cose e, in 5 anni, si perderà molta gente; molti perderanno il loro lavoro, altri non lo troveranno; molti non potranno più studiare, altri non potranno più curarsi. Perderemo molte culture, perderemo ancora molti popoli  per le guerre, per le siccità provocate, quindi dobbiamo  sbrigarci.


L’inquietudine deve disturbare tutti


È un’inquietudine che ci deve risvegliare e assolutamente non può restare solo l’inquietudine dei mondi “alternativi”. Questa è un’inquietudine che deve arrivare al più presto  sui tavoli dei governi, nei dibattici politici, senza chiedere permesso e disturbare perché –come diceva il poeta e scrittore cubano José Marti: i diritti si prendono, non si chiedono; si sradicano, non si mendicano. Così è avvenuto in  Bolivia dove l’inquietudine della gente comune si è trasformata in leggi (la nuova costituzione politica dello stato) e in ispirazione politica e costituzionale.


Lo dico per noi che, invece, ci stiamo di nuovo preparando a queste schifosissime elezioni, disgustanti, sporche, dove i programmi vertono solo su i posti che occuperanno vecchi o nuovi personaggi  politicanti. Come pretendere davvero che queste persone non ci ingannino e che la dichiarazione dell’illegalità della povertà e di tutte le cause che la generano, diventi proposta di legge e programma?


Il presente


Un altro aspetto lo riscatto ancora guardando il presente della nostra storia e soprattutto quella italiana. Qualche giorno fa, lessi una notizia dove si diceva che la professoressa Fornero, ministra del lavoro, ha dichiarato che il Governo non  può più garantire il lavoro. Certamente lo diceva in un contesto preciso di fronte a chi scioperava (cfr. Il Manifesto. 7 settembre). Questo è molto triste e mi domando se ci rendiamo conto di ciò che significa che un governo “non può più garantire il lavoro”. La ministra Fornero è italiana e sa che la nostra Costituzione -che è anche la sua- si apre con una bellissima dichiarazione: l’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro. Dico bellissima dichiarazione perché considero che il lavoro è una fonte di creatività e dunque di dignità di ciascuno di noi: è partecipazione attiva. Quindi se ciò che dice la Costituzione è vero, se noi togliamo il lavoro, -secondo i sillogismi che ci insegnavano quando studiavamo filosofia-, vuol dire che non esiste più questa democrazia  e questa Repubblica.


Per cui,  chi si impegna a dichiarare illegale la povertà entra davvero in un’autocritica profonda, e deve sapere che non è solo colpa dell’uno o dell’altro, ma che oggi come oggi sono stati smantellati i valori principali della convivenza. È per questo che dobbiamo fare in fretta; dobbiamo svegliarci e continuare a vigilare.


L’altro aspetto che riprendo dalla situazione storica attuale è che l’unico interlocutore dei governi, dei politici e persino della chiesa è il denaro. Il denaro è diventato un soggetto. Si salvano il denaro e le banche che lo accumulano, ma non le persone. Ma come sempre, quando mi trovo in difficoltà,  perché non capisco da dove dobbiamo partire, ho l’abitudine di chiedere consiglio alle persone che mi sono più vicine e anche a chi non c’è più e allora vado a cercare nei libri, qualche persona che ha ispirato con il suo pensiero parte dell’umanità. In questo caso e riguardo alla nostra inquietudine ho ritrovato parte di un testo di Marx, preso dalle opere filosofiche giovanili, anche se sono consapevole che nominare Marx in questo nostro contesto attuale, è come nominare un marziano.


Oltre alla bellezza di questo testo, vorrei far notare appunto che non si tratta del Marx che ha già istituzionalizzato il suo pensiero, ma del Marx del sogno, della passione giovanile.
Marx in questo breve testo sta parlando di questo strano soggetto che è il denaro. E tra le tante cose lui dice: il denaro trasforma, cambia la fedeltà in infedeltà, l’amore in odio, l’odio in amore, la virtù in vizio, il vizio in virtù, lo schiavo in padrone, il padrone in schiavo, l’idiozia in intelligenza,  l’intelligenza in idiozia. Ecco, penso che queste parole ci dovrebbero aiutare; è un testo sapiente, un testo che metterei insieme a quelli della tradizione cristiana più bella. Ribadisco: se dichiariamo illegale la povertà è perché ci siamo accorti che siamo diventati degli oggetti e che l’unico soggetto di cui si sta parlando nella nostra politica  e da tutte le parti, persino nelle nostre cupole religiose, è il denaro. Questo denaro che ha il potere di trasformare tutto, anche i rapporti umani. Questo denaro che trasforma l’intelligenza in idiozia, l’idiozia in intelligenza. Esempio concreto, il governo che avevamo anteriormente: l’idiozia trasformata, camuffata in intelligenza e quello di oggi, osannato per la sua tecnicità che, grazie al denaro, sta trasformando la sua “intelligenza”   in idiozia. È anche per questo che, tra le tante cose, ci dicono che loro non possono garantire il lavoro! Garantiranno le banche, garantiranno le auto blu, garantiranno gli stipendi ai calciatori; garantiranno che la Chiesa non paghi niente allo stato, ma il lavoro no, non lo possono garantire.


Se non si garantisce il lavoro il nostro paese cadrà nel caos e questa  è un’inquietudine che oggi deve essere di tutti:  imprenditori, dipendenti; a livello statale e privato. In questo momento noi siamo tutti uguali e lo dobbiamo davvero gridare con forza e dobbiamo ripercorrere insieme questa marcia, questa marcia comune, che non si può fermare. Se solo firmiamo e poi ci fermiamo, saremo davvero coloro che comunque affidano ancora le loro speranze al denaro, non all’intelligenza, alla sapienza, alla sensibilità, all’esperienza, alla creatività umana, ma al denaro, continuando a fare il  gioco dei pochi che gestiscono la storia. Se non lo facciamo rovineremo i rapporti perchè il denaro trasforma, cambia.


Per concludere una domanda, forse un po’ retorica: come? Come possiamo fare? Vengo da un Paese dove  c’è stato insegnato qualcosa di importante. In Bolivia, uno dei primi passi per dichiarare l’illegalità della povertà, è stato quello di individuare chi sono coloro che accumulano? Cioè chi saccheggia la vita di tutto il resto del popolo e anche della terra, delle risorse naturali. Una delle malattie più gravi di questo nostro sistema è l’accumulo, per cui dichiarare illegale la povertà è vegliare perché nessuno accumuli più,  nemmeno lo Stato. Non solo accumulare denaro, beni, ma anche cultura, poteri. Perché accumulare cultura ha  significato fino ad oggi, portare avanti quella mentalità, quella logica di cui parlavo prima; quella che ci fa dire che gli altri sono inferiori, minori.


Accumulare significa anche, escludere altre culture, altri generi, nuove possibilità. Accumulare, dal punto di vista religioso, significa escludere la possibilità di altri credi, altre religioni, altre esperienze umane, sagge, che invece ci potrebbero aiutare. Allora molto semplicemente impariamo da altri Paesi anche a vigilare su questo aspetto: l’accumulo e impariamo anche a vigilare su noi stessi. L’accumulo è uno degli aspetti più gravi del nostro sistema; è l’anticamera in cui si elabora ogni esclusione e si toglie ogni possibilità: non lascia spazio, non lascia risorse, non lascia niente.


Il momento storico che viviamo è un tempo molto,  molto  ascetico nel senso bello di questa parola: è uno sforzo, è una lotta, è un tempo che richiede seri programmi di vita. Se firmiamo per dichiarare illegale la povertà,  dovremo andare avanti e incominciare  una lotta costante, un’ascesi, una fatica uno sforzo per essere fedeli   a quello che davvero  dichiariamo.


Allora si capisce perché questa è una lotta, uno sforzo. Quindi auguriamoci reciprocamente, buona lotta, buona ascesi, buona veglia.

01 febbraio 2014

a pranzo mi confondo
 
Domenica 9 Febbraio 2014
alle ore 13,15
centro Sociale IL POZZO via Lombardia,1/p – Le Piagge
pranzo di autofinanziamento del Fondo Etico e Sociale delle Piagge
Come sempre il ricavato è destinato al Fondo Etico e Sociale, ma questa volta è mirato al recupero di una parte del debito di un nostro socio, per qualcuno anche amico, che è deceduto
Il pranzo sarà a offerta libera
Intervenite numerosi
- informazioni e prenotazioni 055373737 -

03 gennaio 2014

UniCredit triplica e finanzia gli addestratori M-346 per Israele


UniCredit torna nel business dell'export di sistemi militari: non solo ha triplicato il valore delle proprie operazioni nel settore (dai 178 milioni di euro del 2011 ai 541 milioni del 2012) ma il nuovo impegno nel settore militare da parte del principale gruppo bancario italiano appare chiaro se si considerano sia la tipologia delle operazioni recentemente assunte sia la consistenza del sostegno ai "programmi intergovernativi".

UniCredit ha infatti deciso di offrire propri servizi finanziari alla maggiore singola operazione di esportazioni di armamenti del 2012: si tratta del contratto della Alenia Aermacchi per la fornitura a Israele di 30 velivoli da addestramento M-346. “L'operazione, parte dell’accordo di collaborazione tra il Governo Italiano e quello Israeliano firmato a luglio 2012, prevede il supporto di Sace Spa e Cassa Depositi e Prestiti Spa, società controllate dal Ministero dell’Economia e delle Finanze” – spiega una nota apparsa sul sito del gruppo UniCredit (qui in .pdf) proprio oggi dopo la pubblicazione di questo articolo di Unimondo.

Di fatto, l’accordo per circa un miliardo di dollari relativo agli aerei addestratori M-346 per i piloti dei caccia d’attacco F-35 (che Israele ha intenzione di acquisire dalla Lockheed Martin) in cambio dell’acquisto da parte dell’Italia di un pacchetto da un miliardo di euro di velivoli senza pilota e altro materiale bellico, rappresenta un mutamento considerevole nella politica estera del nostro paese: negli ultimi 20 anni le esportazioni di armi dall’Italia verso Israele infatti erano state quanto mai contenute.

Va anche ricordato che il velivolo M-346 non è solo un aereo per l'addestramento dei piloti: come spiega la brochure ufficiale di Alenia Aermacchi (qui in .pdf) "dall'inizio del programma, l'M-346 è stato concepito con l'aggiunta di capacità operative, con l'obiettivo di fornire un aereo da combattimento multiruolo molto capace, particolarmente adatto per l'attacco a terra e di superficie compreso il CAS (Close Air Support), COIN (COunter INsurgency) o anti-nave, nonché le missioni di polizia aerea". L'accordo congiunto Italia-Israele, data la rilevanza finanziaria dell'operazione e le implicazioni sulla politica estera del nostro paese, ha sollevato le proteste delle associazioni varesine e nazionali che da tempo hanno promosso la mobilitazione “Nessun M-346 a Israele”.

UniCredit figura inoltre al primo posto nella lista delle banche che hanno aperto linee di credito per sostenere i "programmi intergovernativi" (qui la Tabella in .pdf), quei programmi, cioè, che prevedono l'impegno congiunto del ministero della Difesa italiano con quelli di altri paesi per la produzione di armamenti: UniCredit ha assunto operazioni in questo settore per più di 738 milioni di euro (nel 2011 la cifra era superiore agli 870 milioni) che riguardano soprattutto due caccia multiruolo; gli Eurofighter Typhoon - EFA (694 milioni di euro) e i Tornado (oltre 26 milioni di euro). Seguono Deutsche Bank (poco meno di 316 milioni) e Intesa Sanpaolo (126 milioni), che però, come si è detto, è uscita del tutto dalle operazioni di esportazione a seguito dell’adozione nel 2007 della nuova direttiva.

fonte UNIMONDO.ORG
 

09 dicembre 2013

ASSEMBLEA DEI SOCI DEL
FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
 
SABATO 14 DICEMBRE 2013
ALLE ORE 17,00

 
Centro Sociale IL POZZO
via Lombardia, 1/p - tel. 055373737


l’Assemblea è aperta a tutte le persone interessate

alla fine dell’assemblea, per chi lo desidera,
è prevista una cena conviviale condivisa

21 novembre 2013

"Dal basso per un'altra politica in comune"

Palazzo Vecchio, martedì 3 dicembre, ore 16.30

Attac Italia, Forum fiorentino per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale, perUnaltracittà e Spazi Liberati vi invitano a:
Riprendiamoci la Cassa Depositi e Prestiti:
235 miliardi, nostri, in mano alla speculazione

La mozione su CDP al voto del Consiglio per rafforzare servizi e diritti

Il nostro futuro è una cosa troppo seria per affidarlo agli speculatori di turno e a una classe politica inadeguata. Attiviamoci per togliere il risparmio postale delle famiglie italiane - i nostri risparmi - alla speculazione finanziaria: 235 miliardi di euro che la Cassa Depositi e Prestiti gestisce con una logica di mercato dettata dalla Bce e attuata dal governo delle larghe intese che esclude il bene comune, lo stato sociale, la qualità alle nostre vite.

Indignarsi non basta più. La riappropriazione da parte nostra della ricchezza che produciamo è un obiettivo politico necessario e irrinunciabile. Servono atti politici concreti e azioni dal basso, che ci vedano insieme attivi nella difesa della democrazia. E' per questo che martedì 3 dicembre a Palazzo Vecchio Marco Bersani, presidente di Attac Italia, illustrerà la mozione su CDP che perUnaltracittà, grazie alle competenze irrinunciabili del Forum per una Nuova Finanza Pubblica e Sociale, presenterà al voto del Consiglio comunale. I punti cardine prevedono l'esclusione dal Patto di stabilità degli investimenti per i servizi necessari alla comunità locale a partire da quelli sociali e sanitari, la casa, la terra e il trasporto pubblico; la trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in un ente di diritto pubblico che presta ai Comuni a tassi calmierati; la rinegoziazione dei mutui in corso degli E nti locali.

Ne discutiamo insieme
martedì 3 dicembre, ore 16.30
Sala delle Miniature - Palazzo Vecchio, 3° piano


Introduce Ornella De Zordo - perUnaltracittà
Modera Roberto Spini - Portavoce Forum Acqua di Firenze

Interviene
-
Marco Bersani - Attac Italia
contributi di:
- Massimo Bani e Emiliano Terreni - Terra Bene Comune di Firenze
-
Laura Bennati - Spazi Liberati
- Edoardo Todaro - Cobas Poste
- Lorenzo Bargellini - Movimento di Lotta per la casa

dibattito aperto

conclusioni di:
Roberto Errico - Forum per una Nuova finanza Pubblica e Sociale
---

19 novembre 2013

L'IMPERO DEL DENARO

 Di Alex Zanotelli

Il sistema di oggi è un "impero del denaro"..
La conseguenza di questo sistema è la legittimità della guerra contro i poveri. Infatti ogni anno ammazziamo di fame e di malattie 40 milioni di poveri..
Sono le armi ormai il cuore del sistema e sono essenziali per tenere a bada il resto del mondo..E' un sistema di morte..
Noi avvertiamo questo impero di morte come universale, imbattibile, invincibile..
..si tratta di far nascere il nuovo..
..che nasca l'uomo nuovo, così come lo chiamava san Paolo, o l' "uomo planetario" come diceva Balducci. Deve nascere un uomo nuovo, una mente nuova: come è nato l' homo sapiens ad un certo punto dell'evoluzione umana, così oggi deve nascere l'homo planetario..
I valori fondamentali della nuova umanità dovranno essere basati tutti sulla nonviolenza attiva e sulla convinzione che attraverso le metodologie della nonviolenza attiva si possa rimettere le persone in piedi, si possa contestare il sistema e metterlo in crisi..E' importante recuperare le azioni collettive non violente, non bastano più le azioni personali..
E' una sfida. è la sfida dell'esodo. Dio vuole liberare il suo popolo dal faraone, da questo sistema economico finanziario militarizzato...
 

19 ottobre 2013


31 agosto 2013



24 giugno 2013





19 giugno 2013

ASSEMBLEA DEI SOCI

DEL

FONDO ETICO E SOCIALE

DELLE PIAGGE

 
SABATO 29 GIUGNO 2013 ORE 17,30

 
Centro Sociale IL POZZO

via Lombardia, 1/p - tel. 055373737

 
l’Assemblea è aperta a tutte le persone interessate

alla fine dell’assemblea per chi lo desidera
è prevista una cena conviviale condivisa

20 maggio 2013


15 maggio 2013


18 aprile 2013


25 marzo 2013


18 marzo 2013


08 marzo 2013

I CRISTIANI SI RIBELLINO. APPELLO DELLA COMUNITÀ DELLE PIAGGE CONTRO LA NOMINA DI VON FREYBERG A PRESIDENTE DELLO IOR

Firma l'appello contro la nomina di Von Freyberg a presidente dello IOR su http://www.adistaonline.it/

FIRENZE-ADISTA. Non solo le riviste cattoliche missionarie e pacifiste animatrici della campagna di pressione alle banche armate – Nigrizia, Missione Oggi e Pax Christi – si schierano contro la nomina del nuovo presidente dello Ior (v. notizia precedente), ma anche la comunità di base delle Piagge di Firenze, che, dopo aver listato a lutto la bandiera della pace che avvolge l’altare della celebrazione eucaristica, lancia un appello aperto alla firma di tutti (può essere sottoscritto inviando una e-mail alla redazione della nostra rivista: info@adista.it).
«Noi non ci stiamo, questa nomina alla presidenza dello Ior, la banca vaticana, è inaccettabile», si legge nel testo redatto da don Alessandro Santoro e dalla Comunità delle Piagge. «Oggi 24 febbraio, nella celebrazione domenicale di Quaresima della Comunità delle Piagge, il drappo della pace che tutte le domeniche riveste l'altare dove insieme si fa memoria dell'amore sine modo di Gesù è listato a lutto. Questo per l'annuncio della nomina alla direzione dello Ior (Istituto Opere Religiose), la banca del Vaticano, del sig. Ernst Von Freyberg, che tra le altre cose è presidente onorario della Blohm+ Voss, società di Amburgo attiva nella cantieristica navale civile e militare, che in questo momento sta costruendo fregate militari per la marina tedesca.
Questa nomina stride in maniera inequivocabile con il Vangelo della pace di Gesù e con il suo messaggio di nonviolenza e stride con la memoria dei 50 anni dell'enciclica “conciliare” Pacem in Terris di Giovanni XXIII dove si afferma “giustizia, saggezza e umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti” e dove si considera la guerra “aliena a ratione”.
Nel comunicato vaticano si legge che questa nomina “è il risultato di profonde valutazioni e di diverse interviste della commissione cardinalizia... che hanno permesso di valutare numerosi profili di alto livello professionale e morale”. Come è possibile che sia stato scelto un uomo coinvolto con l'industria bellica per dirigere la banca vaticana? Consideriamo questa scelta inopportuna e inaccettabile come quella di mantenere il legame con la Deutsche Bank, che gestiva il sistema di bancomat interno del Vaticano, e che ha l'amaro primato di banca più armata d'Italia.
Io come cristiano e come prete e noi come comunità cristiana non ci stiamo e dalle Piagge facciamo un invito a tutte le comunità cristiane e ai singoli credenti di unirsi a questo nostro appello pubblico ai nostri vescovi di chiedere alla Commissione cardinalizia di vigilanza presieduta dal card. Bertone di rivedere questa nomina e di far chiarezza e ripulitura, se mai sarà possibile, della finanza vaticana da tutte le incongruenze e le zone grigie che la abitano da tanto tempo e restituire alla Chiesa la purezza e l'autenticità del messaggio di amore e di giustizia del Vangelo».

25 febbraio 2013

NOI NON CI STIAMO


Questa nomina alla presidenza dello IOR, la banca Vaticana, è inaccettabile



Oggi 24 febbraio nella celebrazione domenicale di Quaresima della Comunità delle Piagge il DRAPPO della PACE che tutte le domeniche riveste l'altare dove insieme si fa memoria dell'amore “sine modo” di Gesù è LISTATO A LUTTO.
Questo per l'annuncio della nomina alla direzione dello IOR (Istituto Opere Religiose), la banca del Vaticano, del sig.Ernst  Von Freyberg, che tra le altre cose è presidente onorario della Blohm + Voss, società di Amburgo attiva nella cantieristica navale civile e militare, che in questo momento sta costruendo fregate militari per la marina tedesca.
Questa nomina stride in maniera inequivocabile con il Vangelo della pace di Gesù e con il suo messaggio di non-violenza e stride con la memoria dei 50 anni dell' enciclica “conciliare” Pacem in Terris di Giovanni XXIII dove si afferma...”giustizia, saggezza e umanità domandano che venga arrestata la corsa agli armamenti” e dove si considera la guerra “aliena a ratione”.
Nel comunicato vaticano si legge che questa nomina “è il risultato di profonde valutazioni e di diverse interviste della commissione cardinalizia...che hanno permesso di valutare numerosi profili di alto livello professionale e morale..”
Come è possibile che sia stato scelto un uomo coinvolto con l'industria bellica per dirigere la  banca vaticana?
Consideriamo questa scelta inopportuna e inaccettabile come quella di mantenere il legame con la Deutsche Bank, che gestisce il sistema di bancomat interno del Vaticano, e che ha l'amaro primato di banca più armata d'Italia.
Io come cristiano e come prete e noi come comunità cristiana NON CI STIAMO e dalle Piagge facciamo un invito a tutte le comunità cristiane e ai singoli credenti di unirsi a questo nostro appello pubblico ai nostri vescovi di chiedere alla Commissione Cardinalizia di Vigilanza presieduta dal Card. Bertone di rivedere questa nomina e di far chiarezza e ripulitura, se mai sarà possibile, della finanza vaticana da tutte le incongruenze e le zone grigie che la abitano da tanto tempo e restituire alla Chiesa la purezza e l'autenticità del messaggio di Amore e di Giustizia del Vangelo.

Le Piagge, 24 Febbraio 2013   
                                                                      Alessandro Santoro
                                                                                    prete
                                                                                       e
                                                                   la Comunità delle Piagge


ASSEMBLEA DEI SOCI
DEL

FONDO ETICO E SOCIALE

DELLE PIAGGE



SABATO 2 MARZO 2013 ORE 17,30


presso il Centro Sociale IL POZZO

via Lombardia, 1/p - tel. 055373737


l’Assemblea è aperta a tutte le persone interessate

alla fine dell’assemblea per chi lo desidera è prevista una cena conviviale condivisa