19 aprile 2009

IO SOSTENGO MAG FIRENZE PERCHE’...

E’ già passato un anno da quanto mi è stato chiesto se volevo partecipare agli incontri del gruppo ristretto di persone che stavano lavorando con molto impegno e assiduità per cercare di arrivare a costituire una cooperativa finanziaria nella nostra città. Faccio parte del fondo etico da quasi 10 anni e nel corso di questo periodo ho incontrato tante persone, tante storie e insieme a loro e grazie a loro sono venuta a contatto con un mondo che non avrei avuto modo di conoscere. Da qui il percorso per arrivare ora ad essere socia fondatrice dell’associazione verso Mag Firenze e parte attiva il passo è stato breve. Credo profondamente in questa esperienza che con tanto impegno ed energia stiamo portando avanti. Mi piace poter contribuire nel mio piccolo a costruire un mondo più bello, dove al centro viene messa la persona con la sua dignità e la sua unicità. Rispetto a tante situazioni di sfiducia, di paura, di egoismo che le persone respirano in questa nostra società, avere la possibilità di operare attivamente per costruire un mondo più giusto ritengo che sia una vera fortuna. Incontrare una realtà come questa e lasciarsi coinvolgere mettendo da parte il timore di non avere il tempo necessario per poter seguire un altro impegno è accettare una sfida importante, è allargare la nostra vita. E’ molto bello lasciarsi coinvolgere dalle tante riflessioni che vengono proposte e darsi il tempo anche per capire scelte talvolta fuori dalla nostra immediata comprensione. Mi riferisco alla rinuncia alla remunerazione del denaro nei termini con cui siamo abituati a pensarlo: basta una riflessione basata sull’essenza della vita e dei valori per capire che il ritorno che ti viene regalato ha un valore molto più grande dei soldi. Credo che ognuno di noi abbia tanto da dare alla vita ed a questa nostra società ed è per questo che invito ognuno ad affacciarsi a questa realtà che sta nascendo nella nostra provincia per trovare il suo posto e la sua modalità di partecipazione. Siamo tutti importanti e indispensabili per far nascere Mag raccogliendo il capitale necessario e soprattutto per creare una rete di persone che credono e vogliono un mondo accogliente e attento, fatto di persone che riscoprano la gioia di vivere qui ed ora. (Cecilia)

05 aprile 2009

Sabato 18 Aprile ASSEMBLEA DEI SOCI

ASSEMBLEA DEI SOCI
DEL
FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
SABATO 18 APRILE 2009 ALLE ORE 17,30
Presso il Centro Sociale “IL POZZO” Via Lombardia, 1/p Tel. 055373737
tutte le persone interessate possono partecipare
alla fine dell’assemblea chi lo desidera potrà cenare insieme

13 gennaio 2009

Assemblea dei Soci


ASSEMBLEA DEI SOCI DEL FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
SABATO 17 GENNAIO 2009 ALLE ORE 17,30
Presso il Centro Sociale “IL POZZO” Via Lombardia, 1/p Tel. 055373737

la partecipazione all'Assemblea è aperta a tutte le persone interessate
alla fine dell’assemblea chi lo desidera potrà cenare insieme

04 dicembre 2008

L'ETICA FINANZIARIA A FIRENZE

«Raccogliere 600.000 euro in tre anni per costituire la prima finanziaria solidale toscana. E’ questo l’obiettivo dell’asso- ciazione “Verso Mag Firenze” nata dall’unione di due realtà fiorentine di microcredito: il Fondo etico e sociale delle Piag- ge e il Progetto Seme di Settignano. L’appuntamento per presentare il progetto Mag (acronimo di Mutuo Auto Gestione) e dare così avvio alla raccolta è fissato per domenica 14 dicembre alle 17.30 quando, all’Istituto Stensen di viale Don Min- zoni, sarà presentata l’associazione e i suoi propositi in città e nella provincia di Firenze.

“Le persone sono più importanti del denaro, ma il denaro serve per vivere. La nostra idea allora è quella di dare credito alle persone, alle famiglie e alle piccole imprese in difficoltà. Vogliamo offrire un’opportunità concreta in termini di risorse a co- loro che sono privi di garanzie e a cui le banche rifiutano il credito. Persone che rischiano di andare incontro a qualche esosa finanziaria o peggio ancora finire in mano agli usurai” - ha dichiarato Alessandro Santoro, prete delle Piagge e ispi- ratore del progetto Mag. “Partiamo da una solida base di capitale sociale, circa 150.000 euro raccolti grazie al microcredito; adesso l’obiettivo è quello di tessere una rete fatta di persone, gruppi, associazioni, enti, amministrazioni e organizzazioni varie capaci di dare forza ad un proget- to ambizioso e per nulla utopico. Con questa iniziativa intendiamo dare forza al nostro desiderio di “obiezione bancaria” e siamo con Francuccio Gesualdi, del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, quando afferma che solo non lasciando niente di intentato, occupando tutti i piccoli spazi di potere che abbiamo a nostra disposizione, potremo costruire un’altra economia equa, sostenibile, nonviolenta e democratica”.

Con la costituzione della prima Mag in Toscana tutte le realtà che si ispirano ai principi della finanza critica potranno disporre di un interlocutore prezioso direttamente sul territorio; un interlocutore che nasce da una condivisione teorica e pratica sulla finanza, compiuta dalle stesse realtà che oggi sono impegnate in progetti di microcredito e nella promozione di un’economia solidale, slegata dal dovere di fare profitto e volta, invece, alla redistribuzione del denaro e della ricchezza.

Francesco Festini, del Progetto Seme, illustra una delle grandi novità introdotte dall’associazione Verso Mag Firenze: “Per noi il denaro non si compra e non si vende: si distribuisce. Chi riceverà un prestito quindi non pagherà nessun tipo di interesse perché uno dei nostri principi è che dal denaro non si debba generare altro denaro. Questo vuol dire che il capitale prestato non verrà remunerato e che coloro che riceveranno i prestiti pagheranno solo le spese di gestione del prestito stesso, niente altro. Il tutto nella massima trasparenza e privilegiando le garanzie relazionali anziché quelle patrimoniali. Solo così sarà possibile costruire un modello di finanza solidale concreto e fruibile dai più, senza speculazioni, sostenendo l’economia reale e al servizio del bene comune”.»

Contatti
Cooperativa «Verso Mag Firenze»
Via Lombardia 1/p Le Piagge - 50145 Firenze
tel.: 055.373737 - 055.6811207

30 novembre 2008

IL MIO APPRODO SULL’ASTEROIDE

Io sottoscritta…..ho sempre lavorato nell’amministrazione di aziende private e soprattutto in studi commerciali.La mia formazione lavorativa è quindi classicamente e banalmente tecnica anche nei confronti della gestione del denaro.Prima di…approdare sull’asteroide – Fondo Etico, ho avuto comunque la fortuna di passare quattordici di tutti questi anni al fianco di una commercialista che gradualmente, nel tempo, ha provato a lavorare aderendo ad un’idea di economia alternativa. Devo dire che lì ho avuto l’occasione di venire a contatto con un modo di vedere il mondo economico da un’angolazione diversa da quella cui siamo abituati nel mondo “normale”. Il concetto di “beni invisibili”, riferito al valore – non traducibile in termini di bilancio aziendale – dei rapporti tra dipendenti e tra dipendenti e titolare/i di un’azienda, per esempio; l’idea di cercare forme di finanziamento alternative alle solite banche (rapporto con Banca Etica); l’allargamento del raggio se non di azione almeno di visione al resto mondo, in particolare il cosiddetto “terzo mondo”, a situazioni di contrasto estremo come il Brasile.Porsi come scopo non soltanto quello di conseguire utili per accumulare denaro ma adoperarsi per reinvestire nell’attività, destinarne una parte anche alla formazione delle persone e una agli indigenti, beninteso non come elemosina ma come una costruttiva maniera di coinvolgimento. Tutto ciò rimanendo comunque operanti nella nostra realtà quotidiana.Grande è stato comunque il mio senso di meraviglia, di ammirazione, di conforto, quando sono approdata alla mia prima assemblea del Fondo Etico. Sentir parlare di cifre come 500, 1.000 euro…<>, mi sono detta, <<…qui si aiuta davvero chi non può neanche pensare di ricorrere ad una qualche forma di credito ufficiale. E poi – soprattutto! – sentir dire che non è importante accumulare più soldi possibili, sia pure per darli a chi ne ha estremamente bisogno, quanto cercare un rapporto con certe persone, un essere al fianco di qualcuno e non di fronte, dall’altra parte di una scrivania. E quanto più valore hanno 500 euro per chi deve comprarsi il frigorifero (non l’ennesimo televisore o il mega congelatore) rispetto ai 100.000 di chi, magari per inattitudine all’impresa ne ha bisogno per far fronte a debiti di cui ha perso il controllo.Vorrei finire dicendo che…..nonostante le mie precedenti esperienze, nonostante la meraviglia di fronte a questa preziosissima realtà che è il Fondo Etico…..mi rendo conto che stento anch’io ad entrare nell’ottica di privilegiare i rapporti umani rispetto alla raccolta e conseguente destinazione del denaro.All’ultima assemblea mi sono fatta avanti come referente – sia pure in seconda linea – di un’imprenditrice della nostra zona e ancora dopo mesi non sono riuscita a trovare la strada che mi porti ad avere un contatto personale con lei. Alla fine però sono certa che riuscirò a rompere…il guscio.
Daniela 28/09/08

Firenze, 22 luglio 2008 - Marcia per la convivenza


(Impressioni di una mamma alla marcia organizzata dalla Comunità delle Piagge)

Ore 18.30 circa. Parcheggiamo in Viale Milton, siamo già molto stanchi, con la bimba e tutto. Raggiungiamo a piedi P.zza Indipendenza, si parte da lì. Marianna è subito molto eccitata e sorride a tutti, dal passeggino. Gli striscioni sono tanti, anche grandi, ben visibili. Si aspetta Don Gallo, da Genova, 80 anni suonati. Arriva verso le 19 ed indossa un cappello a larghe falde, contro il sole o il vento, non so. Mauro legge i testi della tappa di partenza: art. 1 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1948: …………scorgo Claudio, il mio collega per un mondo alternativo, poi Massimo, un altro ferroviere impegnato, Silvia e Fabrizio che non vedevo da tempo e che ancora non avevano conosciuto la bimba. Lungo il corteo incontrerò Cecilia, che si sposa il 14 settembre, Erika, in partenza per una nuova vita alla volta della penisola scandinava, dopo aver vissuto la Comunità con la scuola informale. Mi dice che, dopo l’esperienza di volontariato, Le Piagge le mancheranno più di quanto non le siano mancate quando partì per l’Erasmus, anni fa, e aveva solo voglia di scappare da un quartiere che non le stava dando nulla. Provo una strana e semplice felicità, mi si stampa un gran sorriso sulla faccia e lo mantengo durante tutta la marcia, dimenticando la stanchezza. Abbraccio tutti con ,lo sguardo, vorrei essere in alto per guardare e abbracciare meglio.
Ci si muove, finalmente. Don Gallo è arrivato e salito sul furgoncino. Si parte, alla volta di Piazza dei bambini e delle bambine di Beslan, luogo simbolico, dove si ricorda che l’innocenza è stata fatta a pezzi troppe volte. Incontro Annamaria, Hermela e Massimo, poi Fabrizio, con una maglia dai colori sgargianti, che mi dice che Chiara è davanti, col primo striscione. Ci si sposta lì e subito Marianna vuole essere presa in braccio, per camminare insieme agli altri. Sta proprio sullo striscione d’apertura e batte le manine. E’ felice, sorridente, come sempre. La fotografano in molti, Sabatino dice che si rischia di farne una velina. Io e Chiara ci diciamo che lavoreremo insieme perché, semmai, diventi “barricadera” o, almeno, perché conservi la sua simpatia ed il suo modo di accogliere la vita. Ricordo Quarrata, qualche anno fa, Lucia con il piccolo Davide che apriva le braccia e dava la mano a tutti…come si fidano del mondo e della gente i bambini!
Proseguiamo lentamente, verso Piazza San Marco, percorrendo strade laterali e rientrando poi in Via Cavour. I poliziotti, in forma discreta, aprono questo corteo tranquillo, fatto di preti, di famiglie, striscioni articolati, pensanti, molto intellettuali. Si marcia contro la “non-cultura” del razzismo, contro ogni steccato, contro i ghetti di una coscienza collettiva ormai in soffitta, soffocata dalla rassegnazione. E’ ancora giorno quando si arriva a Piazza San Marco. Noi ci stacchiamo un po’ per far mangiare Marianna. Su una panchina le diamo verdure, stracchino e un pezzo di pane e lei è sempre più felice di esserci. Hermela le offre un popcorn, entusiasta ma no, non si può ancora,. Con Annamaria si parla dello svezzamento, dei risvegli notturni, dei ridicoli pisolini di un quarto d’ora, si parla delle nostre bimbe, così vispe, così belle e così già “dentro” la vita.
Decidiamo di riprendere la marcia con le piccole che si addormentano nei passeggini. Raggiungiamo gli altri in Piazza Duomo, gremita di turisti. C’è un ragazzo con una tuta rossa che mima un cane, non c’entra nulla con noi ma è spiritoso e ci sta bene nel contesto, i turisti ridono divertiti. Poi due poliziotti lo fermano, non si sa perché…
Com’è bella Firenze all’imbrunire, gli orli merlati di palazzi e torri medievali incorniciano magicamente Via Calzaiuoli e noi la percorriamo senza tempo, lentamente, ciondoliamo nello scambio reciproco di tenerezze, felici di esserci. Continuiamo a marciare piano, quasi a volere che non si arrivi mai, che il traguardo non venga raggiunto, che non si giunga a dire: “Bene, sono arrivati, hanno finito, il permesso gli è stato dato, che non chiedano di più ora, perché domani è un altro giorno e si deve tornare a lavorare, a fare il proprio dovere, a fare le cose serie, come preservare la sicurezza, l’ordine pubblico…”
Quando già si distingue Palazzo Vecchio, incrocio Lisa Clark, di “Beati i costruttori di pace”. La saluto, mi va di scambiarci due parole, è sempre così affascinante sentirla parlare! Mi racconta di quello che fanno nel Veneto, a Padova per la precisione, dove gli steccati sono così visibili. Lì si combatte colpo su colpo, il razzismo è tangibile, ci sono quelli che raccolgono le firme contro i rom, contro quelli e quegli altri. Poi però ci sono anche molti cattolici che si indignano.
Organizzano cene di solidarietà con gli abitanti dei quartieri rom, andandoli ad invitare uno ad uno. Riflettiamo: qui in Toscana le parrocchie non sono così vive, così attive, forse non ce n’è bisogno perché le cose vanno meglio, in un senso meno eclatante e aggressivo rispetto al Veneto governato dalla Lega ma, per certi versi, regna l’indifferenza e non si sa se è meglio o peggio. Io racconto di episodi eclatanti, che testimoniamo un razzismo latente e pericoloso, a volte non confessato per decenza, per perbenismo ma reale, palpabile, assolutamente “resistente”.
Guardiamo i poliziotti in tenuta di massima sicurezza. Indossano caschi e manganelli, un po’ esagerati, forse se ne rendono conto anche loro ma è la divisa di ordinanza per le manifestazioni, non credo abbiano scelta. Io e Lisa decidiamo di parlarci, chiediamo ad uno che dovrebbe avere più o meno la mia età, cosa ne pensa della manifestazione. Non si sbilancia molto ma apprezza la serenità dei partecipanti ed il fatto che tutto si stia svolgendo in modo tranquillo. Gli dico: “Meglio di una domenica allo stadio allora!” Condivide e parla della violenza gratuita di tanti giovani d’oggi. Lisa dice che forse i giovani sono violenti perché non hanno prospettive. Anche lì, condivide, almeno in apparenza. Sì, si dovrebbe ripartire dai giovani. Lisa aggiunge: “Dando loro delle opportunità però, perché siamo tutti uguali, non è vero?” Il poliziotto annuisce, sì siamo tutti uguali, è vero, poi si allontana, raggiungendo i suoi compagni.
In un attimo infinito, ci siamo incontrati, è questo l’importante.
Siamo davanti a Palazzo Vecchio, si decide di voltargli le spalle. Qualcuno chiede perché, visto che è così bello. Gli viene risposto che è il simbolo del potere e bisognerebbe avere sempre la forza di essere critici nei confronti del potere costituito, perché la democrazia non rischi mai di morire.
Vedo Cecilia dell’Altracittà dietro di me, con la bici. Le si avvicina un turista chiedendole: “E’ una manifestazione di sinistra questa?” Lei è un po’ imbarazzata, non se l’aspettava, poi trova la risposta giusta: “Questa è una cosa di tutti, perché la pace e la convivenza sono valori universali”.
L’aria è fresca stasera, finalmente, dopo tanto caldo. Marianna dorme ancora, beata, nonostante le voci e la musica. Ha marciato tanto!
Sul palco, Don Gallo, affaticato, stanco ma ancora pieno di verve. La sua voce squillante risuona nella piazza, si aspettava il Vescovo questa sera, come mai non c’è? In questi momenti il Vescovo dovrebbe stare col suo popolo. E il Sindaco? E’ laico lui, poteva esserci no? Ma non c’è. Ma dove sono quelli che contano? Bè, non ci sono ma forse non c’erano nemmeno a Porto Alegre, da dove è cominciato il grande movimento di persone che hanno lanciato la sfida di un altro mondo possibile. Poi c’è stata Genova, la Genova del G8, la sua Genova, con la gente comune che ha osato marciare contro i potenti della terra per far sentire le ragioni di chi è sfruttato e lontano da noi allo scopo di tenere in vita un mondo sopra le righe dove in pochi decidono per la moltitudine. Ci incoraggia, incoraggia la piazza, dice che lo stiamo ripagando della stanchezza. Ci esorta a continuare ad esserci, ringrazia le Piagge, dice che la città è viva, tutto sommato, che non dobbiamo smettere di gridare a tutti l’indignazione, la rabbia, di denunciare gli scandali. Ci parla di resistenza, dei partigiani, di quelli tra loro che, a novant’anni, ancora testimoniano senza stancarsi di esserci. Chiude con la Costituzione e racconta che all’Arcivescovo di Genova, attuale Cardinale di Milano, aveva chiesto di poter recitare una poesia in un’occasione pubblica e aveva letto i primi dodici articoli della Costituzione italiana, come monito, per non dimenticarci di difenderla, sempre e comunque.
Si è fatto, buio, definitivamente. Marianna si è svegliata, vorrei farle lasciare l’impronta del piedino con la vernice, sul banchetto allestito accanto al palco ma c’è troppa gente, non vorrei abusare troppo della sua tranquillità. Stasera è stata proprio una bimba modello, alla sua prima marcia poi…poco male, altri lasceranno le impronte anche per noi: in fondo, abbiamo camminato ognuno coi piedi dell’altro.

(Adriana)


Alcune foto della Marcia della Convivenza del 22 Luglio 2008
potete vederle sul sito della rivista Carta
www.carta.org/gallerie/23

01 ottobre 2008

Assemblea dei Soci

ASSEMBLEA FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
SABATO 11 OTTOBRE 2008
ORE 17,00
presso il
Centro Sociale "il Pozzo"via Lombardia,1/p Firenze
tel. 055373737
la partecipazione all'assemblea è aperta a tutte le persone interessate
chi lo desidera, dopo l'assemblea, potrà cenare insieme

09 giugno 2008

Assemblea dei Soci

ASSEMBLEA FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
SABATO 14 GIUGNO 2008
ORE 17,00
presso il
Centro Sociale "il Pozzo"
via Lombardia,1/p Firenze
tel. 055373737
la partecipazione all'assemblea è aperta a tutte le persone interessate
chi lo desidera, dopo l'assemblea, potrà cenare insieme

19 maggio 2008

E' uscito il libro curato dal Fondo Etico e Sociale delle Piagge


E’ appena uscito “Quando le persone contano davvero. Percorsi di finanza critica e solidale”, l’ultimo libro edito dalla Comunità fiorentina delle Piagge con all’interno interventi, tra gli altri, di Serge Latouche, Alex Zanotelli, Giulio Marcon, Alessandro Messina, Andrea Di Stefano, Fabrizia Paloscia. Per informazioni e richieste scrivete a edizionipiagge@altracitta.org; oppure rivolgersi direttamente al Centro Sociale IL POZZO via Lombardia,1p - Firenze tel. 055373737 (ilmuretto@libero.it)

13 maggio 2008

QUANDO LE PERSONE CONTANO DAVVERO

Il Fondo Etico e Sociale delle Piagge
promuove una serata
Finanza critica e uso consapevole del denaro

Giovedì 15 Maggio 2008 ore 18.30
Centro sociale il Pozzo Via Lombardia, 1/p – Firenze

presentazione del libro
QUANDO LE PERSONE CONTANO DAVVERO:
percorsi di finanza critica e solidale

(edizione Comunità delle Piagge)
a cura del Fondo etico e sociale

seguirà
Buffet con prodotti della cooperativa EquAzione

ore 21.15
Viper Theatre - Via Lombardia, 2 – Firenze

Spettacolo teatrale
UN MATRIMONIO QUASI FELICE
di Nicola Zavagli con Beatrice Visibelli e la Compagnia Teatri d’Imbarco
lo spettacolo fa parte del progetto della Regione Toscana
VIVERE A RATE – FAMIGLIE A RISCHIO USURA

Il libro è stato realizzato con il contributo della Regione Toscana

31 marzo 2008

Assemblea dei Soci

ASSEMBLEA FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
SABATO 12 APRILE 2008
ORE 17,00
presso il Centro Sociale "il Pozzo"
via Lombardia,1/p Firenze tel. 055373737
la partecipazione all'assemblea è aperta a tutte le persone interessate
chi lo desidera, dopo l'assemblea, potrà cenare insieme

23 gennaio 2008

Altracittà scopre le carte dei derivati toscani

L’Altracittà, il giornale dell’agenzia di base delle perfierie fiorentine, ha scelto la situazione dei “derivati” in toscana per l’ultimo editoriale dell’anno (qui). Riportiamo il loro contributo, ricordandovi che la campagna “A carte scoperte!” è tutt’ora attiva, e cresce in consensi e commenti. Prestissimo aggiornamenti più corposi.
“Cosa pensereste di un amministratore di condominio che coi soldi della cassa scommette sui cavalli? E se scegliesse le corse clandestine, puntando su cavalli dal nome suggestivo, probabilmente drogati? È un po’ quello che è accade quando gli enti locali decidono di investire nei cosiddetti ‘derivati’. Future, swap, warrant, cap floor, collar… sono alcuni dei tanti nomi di questo strumento finanziario incomprensibile ai più, e che pure è stato scelto da molti come cavallo su cui puntare.
I derivati sono strumenti finanziari il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri beni come azioni, indici, valute, tassi, ecc. Un fenomeno dalle dimensioni e dalle implicazioni preoccupanti che quasi nessuno dimostra di maneggiare con competenza. Nati per coprire le imprese da una serie di rischi legati alle loro attività (ad esempio il rischio di cambio, quello di tasso di interesse, di oscillazione dei prezzi delle materie prime o di credito), oggi sono una manna dal cielo soprattutto per le banche e un buco nero pericolosissimo per molti enti pubblici e molte piccole e medie aziende.
Nel caso dell’ente pubblico, è il caso di sottolineare che la materia prima per queste operazioni è presa dai soldi delle tasse: a fine 2006 gli Enti Locali italiani erano esposti per 13 miliardi di euro, mentre a fine agosto 2007, secondo Banca d’Italia, il valore di mercato dei derivati in tasca agli Enti Locali era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema Paese.
Ma le cifre del Ministero del Tesoro in realtà sottostimano il pericolo, perché non tengono conto degli investimenti su banche estere, che secondo l’associazione Finansol.it arriva a 33 miliardi di euro.In ogni caso, circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro: gli Enti Locali hanno subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese).
Il fenomeno è tuttora semiclandestino, è difficile addirittura recuperare i dati relativi agli enti che hanno sottoscritto derivati. L’unico elenco distribuito al pubblico è quello di Unicredit che ha diffuso una tabella dalla quale ricaviamo che i comuni lombardi clienti sono 16, tra cui Milano, per un totale di quasi 950 milioni di euro. In Toscana, salito alle cronache il comune di Marradi, che dagli swap ha creduto di guadagnare, finché non son venuti fuori i ‘costi impliciti’: 62.000 euro.
Anche il Comune di Firenze ha sottoscritto i suoi swap, rendendosi conto tardi dei problemi che comportavano. Secondo stime della Corte dei Conti, il debito degli enti locali toscani sottoposto a swap sarebbe di circa mezzo miliardo.Di fronte al dilagare di questo fenomeno, che mette a rischio i bilanci pubblici e le tasche dei cittadini e contribuenti, si è mossa Finansol.it associazione per la promozione della finanza solidale, che lancia la sua prima campagna pubblica chiamata “A carte scoperte”. La campagna chiede trasparenza nell’uso dei derivati finanziari, esigendo che, semplicemente, tutti gli enti pubblici che utilizzano questi prodotti lo segnalino con chiarezza ai cittadini. Per sostenere la campagna è possibile firmare la petizione on-line (www.finansol.it/petition).

17 gennaio 2008

ASSEMBLEA F.E.e S. delle Piagge

SABATO 2 FEBBRAIO 2008
ORE 17,00

Assemblea dei Soci
del
Fondo Etico e Sociale delle Piagge

presso
il Centro Sociale "il Pozzo"
via Lombardia,1/p Firenze
tel. 055373737

la partecipazione all'assemblea è aperta a tutte le persone interessate

chi lo desidera, dopo l'assemblea, potrà cenare insieme

09 ottobre 2007

ASSEMBLEA

SABATO 27 OTTOBRE
ORE 17,00
-
Assemblea dei soci
del
Fondo Etico e Sociale delle Piagge
-
presso
il Centro Sociale "il Pozzo"
via Lombardia,1/p Firenze
tel. 055373737
-
la partecipazione all'assemblea è aperta a tutte le persone interessate
-
chi lo desidera, dopo l'assemblea, potrà cenare insieme

17 giugno 2007

ASSEMBLEA FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE

SABATO 23 GIUGNO alle ore 17,00
ASSEMBLEA DEI SOCI
DEL
FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE

presso il Centro Sociale “IL POZZO”
Via Lombardia, 1/p Tel. 055373737
L'assemblea è aperta a tutte le persone interessate.
Alla fine dell’assemblea chi lo desidera potrà cenare insieme
(sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere)

17 maggio 2007

COLTIVIAMO IL SOGNO DELLA FINANZA ETICA E SOLIDALE

APPELLO PER IL FUTURO DI BANCA POPOLARE ETICA

Siamo amici e soci di Banca Etica, e in questi anni abbiamo sostenuto il progetto della Banca e ne abbiamo condiviso gli obiettivi e l’ispirazione.

Crediamo in una finanza etica alternativa al sistema finanziario dominante. Una finanza etica fondata sulla partecipazione democratica, una finanza etica che sostiene progetti ed attività per una nuova economia, una finanza etica che non si compromette con i poteri economici e finanziari dominanti.

Il percorso di Banca Etica è stato faticoso ed entusiasmante. Dopo 8 anni di avvio di quel percorso è importante che i valori che ne stavano alla base siano rilanciati e non siano dimenticati o ridotti a pura declamazione, o addirittura persi.

Ci aspettiamo una Banca Etica che promuove la partecipazione democratica dei suoi soci, che si rinnova in continuazione promuovendo il ricambio democratico dei suoi gruppi dirigenti, che finanzia progetti di qualità di un’economia solidale innovatrice, una Banca che è riconosciuta come un’alternativa al sistema finanziario dominante.

Ci aspettiamo una Banca Etica capace di sperimentare pratiche finanziarie realmente diverse e non semplicemente di umanizzare un sistema della finanza che riduce l’etica a marketing. Ci aspettiamo una Banca Etica che continui a puntare sulla pace, la solidarietà e la sostenibilità dello sviluppo. Ci aspettiamo una Banca Etica - autenticamente democratica e popolare - che parte dal basso.

Non ci aspettiamo una Banca Etica che parte dall’alto e che non alimenta un dibattito al suo interno tra i soci e i suoi gruppi locali o che demonizza i punti di vista differenti definendoli residuali, una Banca Etica troppo presa da dinamiche di potere e della sua conservazione per poter ascoltare la vera voce della sua base.

Ci preoccupa l’idea di una Banca Etica che si fa coinvolgere in iniziative con banche che finanziano la vendita delle armi o che - senza le necessarie prudenze - investa in modo speculativo in mercati azionari dalla assai dubbia eticità, guadagnando dalla privatizzazione di una previdenza di cui andrebbe difeso il carattere pubblico.

Temiamo di scoprire una Banca Etica che rischia di perdere - giorno dopo giorno - il suo carattere alternativo e di innovazione. O che usa i suoi soci e i suoi gruppi locali in una democrazia di facciata, senza coinvolgerli direttamente nelle decisioni.

In questi anni molte banche tradizionali hanno avviato operazioni (ovviamente da noi criticate) di finanza cosiddetta etica: fondi, partnership, investimenti ad hoc. Banca Etica, senza i suoi valori originari, rischia di vedere appannarsi la sua immagine all’esterno, di perdere il suo carattere di alterità, di farsi sorpassare da queste e future iniziative, di perdere quell’impatto dirompente che aveva caratterizzato i suoi albori. Il rischio è che diventi una Banca - solo un po’ più umana e corretta - come le altre.

Noi chiediamo che Banca Etica si apra ad una nuova stagione: quella dell’autentica partecipazione e del ricambio democratico dal basso che mette al centro i soci ed i gruppi locali, di un dibattito plurale e senza discriminazioni che dia spazio a punti di vista diversi, quella di una Banca che non rischia di rovinare la sua immagine facendo partnership con chi fa affari sulla vendita delle armi o speculando sui mercati azionari. Noi chiediamo rispetto per tutti i soci, per tutti i gruppi locali e per i loro rispettivi ed anche diversi punti di vista. Noi chiediamo che il prossimo Consiglio di Amministrazione si ispiri a questi valori e che apra una nuova stagione favorendo nuovi processi di partecipazione e di inclusione e di rinnovamento politico, culturale e gestionale della Banca.

Noi soci, simpatizzanti, amici del progetto Banca Etica chiediamo a coloro che si candideranno al prossimo Consiglio d’Amministrazione di prendere impegni precisi rispetto ai seguenti aspetti:

- promuovere con pazienza la massima partecipazione di soci e clienti, attuando un deciso ed effettivol decentramento decisionale e favorendo l’eventuale ricambio manageriale;

- rompere i rapporti con tutti i partner che siano - a qualunque titolo - coinvolti con le attività di commercio e produzione di armi e in altre attività dannose per la salute e l’ambiente;

- utilizzare i fondi raccolti attraverso fondi comuni di investimento e fondi pensione in investimenti locali e responsabili, non soltanto - come oggi accade - verso titoli collocati in borsa, che sono troppo pochi, non bisognosi di capitali perchè già in grado di procurarsene, sganciati dai territori;

- garantire che di ogni progetto finanziato dalla Banca venga svolta - e sia centrale nel processo di valutazione - l’analisi sociale ed ambientale, oggi realizzata solo per una quota dei prestiti concessi.

Crediamo che - nella complessità della gestione di un operatore finanziario etico - questi quattro punti debbano costituire i capisaldi dell’azione, le colonne portanti di ogni scelta strategica. Siamo disponibili ad ogni forma di aiuto e confronto sia necessaria per sostenere il progetto di Banca Etica e per rimarcarne la differenza rispetto alle tante operazioni di maquillage aziendale che sono in corso nel mercato finanziario.

Banca Popolare Etica è un progetto straordinario che merita di continuare a raccogliere convinte adesioni di migliaia di cittadini e istituzioni: vanno cercate e trovate tutte le soluzioni per mantenerne intatta la forza e lo spirito originario. A partire dall'assemblea del prossimo 26 maggio.

Promotori:

Ornella De Zordo - Andrea Ferrante - Marco Gallicani - Paul Ginsborg - Giulio Marcon - Alessandro Messina - Riccardo Petrella - don Alessandro Santoro - Pierluigi Sullo - Antonio Vermigli - Alex Zanotelli

Per aderire all'appello: http://www.finansol.it/, info@finansol.it

03 maggio 2007

Padre A. ZANOTELLI scrive a Banca Etica

Cara Banca Etica, così non va proprio, è ora di cambiare!

Al Presidente di Banca Etica
al C.d.A.
al Comitato Etico
alla Fondazione Etica

Carissimi, pace e bene!
è da lungo tempo che volevo scrivervi questa lettera, ma ho sempre aspettato proprio perché ho sempre avuto paura di fare più male che bene! Ma dopo che per il secondo anno la Banca Popolare di Milano, associata a Banca Etica, è stata trovata ancora nelle liste delle banche armate, mi son sentito spinto a scrivervi. Per me è già grave che la Banca Etica non si sia accorta prima del comportamento della BPM. E se si era accorta, perché non ha subito reagito? E' una vicenda inquietante questa.

Nel 2004 sono stati domiciliati sulla BPM i famigerati incassi per fornitura all'estero di armi indicati nella Relazione governativa 2005. Un ammontare complessivo di circa 57 milioni di euro che copriva il 2% delle autorizzazioni richieste. Immediatamente la cosa è stata segnalata ai vertici di BPM fino a che, dopo una serie di chiarimenti, in data 20 maggio 2005, i vertici di entrambe le banche diffondono un comunicato congiunto in cui BPM si impegna per il futuro a rendere "trasparente" e "coerente" la propria condotta di "banca non armata". La reputazione del socio milanese sembrava salva. Senonchè, in occasione della Relazione presentata al Parlamento nell'aprile 2006, la percentuale degli importi delle transazioni di BPM è scesa dal 4,05% al 3,08%, mentre le commesse sono aumentate da 22 a 26. Il comportamento di BPM, recidivo, nonostante le prese di posizione e le dichiarazioni d'intenti, fa discutere chi nell'attività di Banca Etica crede si debba rispecchiare il profilo di una "banca alternativa", e non solo "responsabile". Sono rimasto sconcertato della risposta ufficiale della Dirigenza di Banca Etica: "Il lavoro fatto su BPM nell'influenzarla secondo le nostre linee guida etiche è andato oltre ogni aspettativa". Siete proprio convinti che la rete della società civile che vigila sulle tematiche della pace in Italia la pensi così?!

Ritengo che sia assolutamente inaccettabile che Banca Etica faccia affari con BPM e penso che il minimo che la BE dovrebbe chiedere a BPM e a tutte le banche iscritte è :

1) La non accettazione di operazioni di commercio di armi,
2) Il non sostegno e utilizzo diretto e indiretto di paradisi fiscali,
3) La commercializzazione da parte delle banche partner solo di fondi etici nella loro gamma e che almeno i criteri individuati per questi siano applicati a tutti i fondi da loro commercializzati.

Questi punti devono essere vincolanti. Altrimenti molti soci vedranno tradita la loro fiducia inizialmente riposta nella Banca Etica. L'epilogo finale di questa vicenda dovrebbe essere la rottura di tutti gli accordi con la BPM.

Ho l'impressione che questa vicenda confermi il crescente scollamento fra il vertice e la base. Il rapporto col socio era il tratto distintivo di Banca Etica rispetto alle mille altre realtà del mondo della finanza che si dedicano alla finanza etica. Molti sono i segnali di un mancato coinvolgimento dei soci :

- da un anno e mezzo i soci non leggono i verbali del consiglio d'amministrazione (vecchia prassi consolidata della Banca);
-la scarsa condivisione rispetto a molte delle scelte strategiche fatte dalla direzione sono state scarsamente condivise coi soci (da Etica Sgr alla decisione di avviare un fondo pensione);
- la partecipazione media dei soci alle assemblee è bassissima (meno del 5% del totale, comprese le deleghe).

Il livello di frustrazione dei soci, anche di quella minoranza che partecipa nelle forme strutturate (coordinamenti, git, ecc.) è assai alto. Il nostro capitale sociale più importante è la motivazione delle persone, sono le relazioni. Spesso invece ci si trova in una situazione in cui il ruolo dei soci è mortificato.

Questo scollamento tra direzione di Padova ed i soci si è manifestato ultimamente in diversi episodi, come i fondi Telecom, come la cattiva gestione del sud, come l'accordo con le Poste italiane, o la costituzione del fondo pensione etico, e queste scelte sono state prese senza il coinvolgimento vero della base. Ho purtroppo l'impressione di una gestione verticistica della Banca in cui decisioni importanti vengono prese a Padova.

Ho tanta paura che la Banca Etica compia scelte strategiche di fondo non nel pieno interesse della base sociale, ma col fine ultimo della crescita dimensionale ad ogni costo.

Oggi la Direzione della Banca sembra precocemente ripiegata su se stessa, sull'importante pratica quotidiana di far funzionare la Banca, ma incapace di vedere il senso e il ruolo di questa esperienza. C'è forse un eccesso di delega agli amministratori tale per cui la base sociale non è più in grado di controllarne le scelte strategiche di fondo?

La Banca Etica dovrebbe essere un esempio alternativo al sistema bancario tradizionale, a cominciare dalla sobrietà fino alle valutazioni etico sociali. La valutazione etico-sociale dovrebbe essere uno degli elementi distintivi e caratterizzanti della Banca. Eppure ancora oggi la maggior parte degli affidamenti vengono effettuati senza il VARI. Ma soprattutto oggi la valutazione etico-sociale è una pratica facoltativa e non vincolante. Su chi viene applicato? Su tutti i finanziati, oppure solo su una parte? Chi ne è escluso e perché? Ma soprattutto, se il parere è negativo che succede? Perché non è una pratica obbligatoria e vincolante?

Secondo molti soci c'è un annacquamento dell'identità culturale del progetto. La Banca sta passando da Banca "Alternativa" a Banca solo "Responsabile", da un punto di vista politico Banca Etica è sempre meno diversa dagli altri. Ho paura che la BE abbia rinunciato al suo ruolo di trasformazione della società, dell'economia e della finanza. Sembra che la spinta innovativa si stia esaurendo e che la scelta - forse inconsapevole - sia di abbassare di un poco il tiro, per poter affermare tranquillamente di essere una banca che certe cose "non le fa" (una banca responsabile), piuttosto che una banca alternativa, motore dell'economia solidale.
I soci non vogliono diventare solo una banca responsabile, ma restare Banca Alternativa. Permettetemi infine, dato che vivo da vari anni a Napoli e mi muovo soprattutto al sud, di sottolineare il poco impegno della Banca Etica verso il meridione d'Italia, e le cattive scelte fatte dalla Direzione al Sud. Una Banca che si definisce Etica dovrebbe concentrare il maggior impegno nei territori più deboli. Basta guardare come la rete di Banca Popolare Etica è distribuita sul territorio nazionale per rendersi conto che lo sviluppo della Banca ha finora penalizzato fortemente il Sud. Escluso Napoli, nelle altre regioni del mezzogiorno la presenza della Banca è esigua, insufficiente e seguita male. Inoltre, al Sud va meno del 10% del totale dei finanziamenti effettuati. Basti pensare che al Veneto arriva più del 20%, e alle reti Arci e Acli insieme va più del 10%.

Vi mando questa lettera anche in vista delle elezioni del 26 maggio per il rinnovo del cda, del collegio sindacale e del comitato di probiviri di Banca Etica. Purtroppo il regolamento scoraggia la presentazione di candidati indipendenti. Questo è molto strano, perché in altre banche popolari invece è possibile. E' un punto da rivedere se si vuole favorire la partecipazione dal basso.

Vi scrivo queste cose proprio con la passione che ho sempre avuto per Banca Etica perché desidero che diventi sempre più una banca che sia di esempio e di cambiamento, in Italia come in Europa.

Banca Etica è per me una perla preziosa. Guai se la perdiamo!

Fin dalla sua nascita l'ho sostenuta e fatta conoscere. Se vi scrivo è perché questo strumento di Resistenza al Sistema deve diventare sempre più efficace. Tocca a voi darvi da fare perché la Banca Etica sia sempre più una perla preziosa.

Buon lavoro,
p. Alex Zanotelli

07 marzo 2007

ASSEMBLEA FONDO ETICO E SOCIALE

SABATO 31 MARZO alle ore 16,30
ASSEMBLEA DEI SOCI
DEL
FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
presso il Centro Sociale “IL POZZO”
Via Lombardia, 1/p Tel. 055373737
L'assemblea è aperta a tutte le persone interessate.
Alla fine dell’assemblea chi lo desidera potrà cenare insieme
(sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere)

06 gennaio 2007

Sabato 13 Gennaio ASSEMBLEA DEI SOCI

ASSEMBLEA DEI SOCI
DEL
FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
SABATO 13 GENNAIO 2007 ALLE ORE 16,30
presso il Centro Sociale “IL POZZO”
Via Lombardia, 1/p Tel. 055373737
L'assemblea è aperta a tutte le persone interessate.
Alla fine dell’assemblea chi lo desidera potrà cenare insieme
(sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere)

05 gennaio 2007

Il futuro di banca Etica, visto dal basso

La Circoscrizione soci Banca Etica di Firenze
in collaborazione con Finansol.it, il blog della finanza etica e con il Fondo Etico e Sociale delle Piagge, il Fondo Essere dell'Isolotto, l'Associazione Progetto Seme vi invita all'incontro:

Il futuro di Banca Etica, visto dal basso
A Firenze, mercoledì 10 gennaio, ore 21
al circolo dell'Affratellamento in via Gian Paolo Orsini, 73
Sono stati invitati il consiglio di amministrazione di Banca Etica, i soci, i dipendenti. Hanno, per ora, aderito: Ugo Biggeri, Gianni Comoretto, Maurizio Catalano, Arturo Federico, Chiara Cherubini, Riccardo Dugini, Piero Forosetti, Cristiano Lucchi, Marco Gallicani, Alessandro Messina, Lorenzo Guadagnucci, Filippo Mannucci, Alessandro Celoni

Soci, dipendenti, clienti e simpatizzanti si interrogano sulle scelte strategiche della banca, perché vogliono
- contrastare l'economia del debito forzato a cui ci porta il mondo delle banche.
- smentire le basi dei prodotti pseudo-etici degli altri istituti di credito.
- dedicare il loro denaro alla sperimentazione di innovazioni imprenditoriali nella solidarietà
- lavorare con le istituzioni per la promozione della finanza etica sul territorio.
- conoscere di più e meglio quel che fa Banca Etica, in Italia ed in Europa.
- condividere idee, strategie, sinergie con le numerose iniziative di finanza etica esterne.
- valorizzare l'operato e la cultura di Banca Etica perché diventino più visibili.
- discutere di più e meglio tra di loro sulle grandi scelte
- scegliere dove e con chi investire idealmente ed economicamente.
- preservare l'identità della banca dal rischio di divenire solo un marchio tra i tanti
- allacciare vere e concrete alleanze con la società civile organizzata
- eleggere un consiglio di amministrazione competente, appassionato e determinato.

Banca Etica siamo noi e a noi spetta di organizzarci dal basso per coltivare uno strumento che davvero contrasti un'economia fondata sul profitto di pochi, sullo sfruttamento delle persone e delle risorse e non sull'equità sociale, sul rispetto dei diritti di persone ed ecosistema.