DI SBILANCIAMOCI
2012-2014PER DIFENDERE IL LAVORO,
I DIRITTI ED IL WELFARE
RILANCIARE UN'ECONOMIA
SOSTENIBILE E GIUSTA
RIDURRE IL DEBITO
La contromanovra di Sbilanciamoci!
La manovra di Tremonti varata in queste ore dal governo affossa ancora di più
il paese nella depressione economica, deprime le possibilità di ripresa
dell'economia, fa pagare alla parte più esposta del paese il peso e le
conseguenze di questa crisi. Il pareggio di bilancio del 2014 non ci è stato
imposto dall'Unione Europea. E' una scelta politica di Tremonti che in questo
mondo rischia di portare il paese ancora di più nella recessione. E' una
manovra tutta concentrata furbescamente nel 2013-2014, quando -speriamopotrebbe
esserci un altro governo a fronteggiare l'emergenza economica.
Dopo mesi di inutile ottimismo e di stupida sottovalutazione della portata della
crisi, il governo si trova a dover prendere amaramente atto del fallimento della
sua politica economica, della fallacia delle sue previsioni iniziali, della futilità
delle speranze dell'”effetto traino” legato alla possibile ripresa dell'economia
mondiale. Dopo tre anni di provvedimenti tappabuchi, di mezzemisure
all'insegna del marketing e di fumo negli occhi, la situazione economica del
paese è gravissima, ed il peggio deve ancora venire. Avere tenuto sotto
(parzialissimo) controllo i conti pubblici, senza rilanciare l'economia e la
domanda interna, senza dare adeguata protezione sociale ed ai redditi si è
dimostrata una strategia fallimentare ed autolesionista, senza futuro.
La manovra di queste ore ne è la dimostrazione, e ora ne paghiamo il prezzo E
ancora una volta a subirne le conseguenze è la parte più debole del paese:
pensionati, lavoratori a basso reddito, consumatori, utenti dei servizi pubblici.
La reintroduzione dei ticket, l'inserimento dei costi standard nella sanità, la
riduzione dei trasferimenti agli enti locali, il blocco degli stipendi nella pubblica
amministrazione, l'intervento sulle pensioni stanno lì a dimostrare quanto
ancora una volta il prezzo della crisi è pagato dalla fasce sociali più deboli. Tra
i più colpiti sono i giovani: e con loro organizzeremo a Lamezia Terme la
prossima edizione della controcernobbio, dal 1 al 3 settembre, in cui
discuteremo di un piano nazionale del lavoro per i giovani e rilanciare la scuola
e l'università publica.
E' possibile, era possibile fare diversamente?
Sbilanciamoci -con la sua manovra da 50 miliardi di euro in 3 anni (per le
proposte nel dettaglio www.sbilanciamoci.org- - dimostra che si può fare.
Anche tagliando la spesa pubblica: quella militare, delle grandi opere, per le
scuole private, per il business della sanità privata. E con una politica fiscale che
colpisca le rendite e non i salari, i grandi patrimoni e non i bassi redditi, i
consumi ecologicamente dannosi e non i consumi pubblici ed i servizi sociali. E'
possibile garantirsi in questo modo un flusso costante di risorse da destinare da
una parte all'abbattimento del debito e dall'altra a dare protezione sociale a chi
è colpito dalla crisi e a rilanciare un'economia diversa fondata su un nuovo
modello di sviluppo.
Serve una tassa sui patrimoni milionari (che ci porterebbe oltre 10 miliardi di
euro di entrate), bisogna portare la tassazione delle rendite al 23% e
aumentare l'imposizione fiscale sui redditi superiori ai 70mila euro annui dal 43
al 45%. Nel contempo è necessario ridurre del 20% la spesa militare e
cancellare il programma di 131 cacciabombardieri F35 (che ci costano più di
16miliardi di euro). Questi sono passi obbligati in tempi di crisi: in Germania e
in Gran Bretagna sono state ridotte le spese militari, in Italia, ancora no.
E servono misure per rilanciare l'economia attraverso un programma di
"piccole opere" (cancellando Ponte sullo Stretto e Tav), di sostegno alla green
economy (energie rinnovabili, mobilità sostenibile, agricoltura biologica, ecc),
di incentivo e difesa dei redditi, unica garanzia perchè possa riattivarsi una
domanda interna. In questo senso la lotta al precariato, il sostegno alle
pensioni più basse, il recupero del fiscal drag e il reddito di cittadinanza sono
misure assolutamente necessarie in questa fase.
L'Italia con questo governo e con le politiche fatte negli ultimi tre anni rischia di
“uscire” dalla crisi ancora peggio da come ci era entrata. Altri paesi stanno
aggiustando la mira, stanno cambiando in parte le loro politiche, si stanno
dando, almeno in parte, una vera politica economica ed industriale. Il governo
Tremonti ha assecondato un nefasto mix di corporativismo, assistenzialismo e
neoliberismo che sta portando l'economia italiana verso una situazione di
neofeudalesimo economico. La distruzione del capitale umano e sociale
(l'università, la scuola, la coesione sociale, il welfare) rischia di avere effetti
nefasti per il futuro e di produrre un livellamento verso il basso accompagnato
però dall'accentuazione della forbice delle diseguaglianze, dalla crescita dei
privilegi e del disagio sociale. E' ora di cambiare rotta, mettere questo governo
quanto prima nelle condizioni di non nuocere e ricostruire le ragioni della
speranza di un paese diverso: con un modello di sviluppo fondato sulla
sostenibilità ed i diritti.
Leggi il testo completo della Contromanovra Finanziaria di SBILANCIAMOCI









