S.O.S. CAFFÈ TATAWELO !!!
Cari amici, care amiche, sostenitori e sostenitrici del Progetto Tatawelo, anche quest’anno, in Chiapas, la fase della raccolta del caffè è volta al termine.
In queste settimane i soci della Ssit Lequil Lum stanno lavorando per ammassare il caffè che è stato raccolto
dagli oltre 500 soci e per selezionare la qualità “Excelente”.
Dalla semina, alla raccolta, alla selezione del caffè, ogni anno il ciclo si ripete uguale a se stesso. O meglio:
dovrebbe ripetersi uguale a se stesso. In realtà, tra gli stravolgimenti cui è soggetta “Madre Natura”, i
mutamenti continui insiti al libero mercato e le difficoltà cui sono soggetti i nostri amici chiapanechi, fanno sì
che questo ciclo presenti ogni anno nuove difficoltà.
Le principali difficoltà che hanno stravolto il ciclo 2010-2011 sono state legate (1) all’aumento mondiale della
domanda di caffè a fronte di (2) un calo drastico della produzione, quindi ad un (3) conseguente aumento del
prezzo del caffè:
1) L’aumento della domanda di caffè è legato principalmente ai fenomeni di inurbamento e al cambiamento
delle abitudini alimentari di molti Paesi in Via di Sviluppo (emblematici i casi di Cina e India dove, oltre a
mangiare sempre più carne, si beve sempre più caffè e aumentano le catene tipo Starbucks).
2) Il calo della produzione è legato essenzialmente agli stravolgimenti climatici. In Centro America, la
tempesta tropicale Aghata, che ha colpito il Guatemala lo scorso maggio, ha fatto le sue vittime anche nel Sud
del Messico. Le piogge e i forti venti sono continuati anche nella cosiddetta “stagione secca”, mettendo in crisi un’ampia parte di piantagioni di caffè.
Effetto diretto sui nostri produttori: - 35% del raccolto (dalle circa 60 tonnellate che ha esportato gli scorsi anni,
quest’anno la Ssit Lequil Lum riuscirà ad esportarne a malapena 38-39).
Il lavoro e i costi sostenuti dai produttori per farci arrivare il caffè, però, non sono diminuiti. Per loro, infatti,
preparare e inviare tre container in Europa (in Italia, in Francia e in Germania) comporta sempre gli stessi
passaggi e gli stessi costi: devono pagare l’affitto dell’ufficio, rimborsare le spese della “mesa directiva” (che pur svolgendo lavoro volontario, ha delle spese minime), ammassare il caffè raccolto dai produttori, affittare i trailer per il trasporto, resistere alla concorrenza dei coyotes (che quest’anno hanno raddoppiato i prezzi) e fare le solite pratiche per l’esportazione: recarsi presso gli uffici governativi, farsi trattar male dal funzionario di turno, richiedere il certificato fitosatinario, il certificato Anmecafè e gli altri documenti, uno per ogni container, ecc, ecc...
Insomma, in fin dei conti, per i nostri produttori, a diminuire non è il carico di lavoro ma solo i margini di
guadagno.
Tanto più che hanno scelto nuovamente di rimanere fedeli alla rete di economia solidale anche quando questa, purtroppo, non ha potuto garantire un prezzo di gran lunga superiore a quello pagato dai coyotes.
3) A livello mondiale, quest’anno, il prezzo del caffè ha raggiunto picchi record che non raggiungeva dal 1997.
Da “compratori solidali” ovviamente, non possiamo stare a guardare.
Già al momento della firma del prefinanziamento ad ottobre abbiamo aumentato il prezzo del caffè e aumentato l’anticipo fino all’80%. Ma neanche questo è sufficiente, considerata la situazione in cui si stanno trovando i nostri produttori.
Vorremmo fare qualcosa in più. E questo è possibile solo con l’aiuto di tutti voi:
vorremmo assumerci il costo del trasporto del nostro container di caffè da Yajalón, in Chiapas, al porto di
Veracruz. Si tratta di 1.500 euro e rappresenta circa il 15% dei costi assunti dalla cooperativa per l’esportazione del caffè.
Nel contempo vorremmo cercare di integrare il prezzo del caffè pagato con il pre-contratto, per compensare in
qualche modo alla minore quantità del raccolto, che sta riducendo in modo significativo le risorse economiche
a disposizione dei produttori, con contraccolpi pesanti sulla loro vita quotidiana.
I produttori hanno dimostrato che tutti gli sforzi fatti per sostenere il loro lavoro non sono stati vani: la qualità
del lavoro è migliorata di anno in anno, e con essa la qualità del caffè.
Chiediamo quindi ai nostri prefinanzianti e a tutti i nostri sostenitori di collaborare attivamente in questa
raccolta fondi “straordinaria”, per aiutare i produttori del caffè Tatawelo in questo difficile momento.
Vale davvero la pena fare questo sforzo in più!
Il Consiglio Direttivo ed il Gruppo Operativo della Associazione Tatawelo
Per dare questo contributo potete effettuare un versamento tramite Bonifico Bancario intestato a:
ASSOCIAZIONE TATAWELO
VIA SCIPIONE DE' RICCI 6/R – 50134 FIRENZE (FI)
BANCA POPOLARE ETICA SCARL - Filiale di FIRENZE
IBAN IT 42 U 05018 02800 000000117306
Indicare come causale: SOS caffè 2011
Per favore inviare cenno del vostro versamento a: prefinanziamentotatawelo@gmail.com
(nelle immagini il presidente della cooperativa Ssit Lequil Lum, il trailer con il caffè e, in rosso, il percorso che deve fare il camion dal Chiapas al Porto di Veracruz, dove viene imbarcato per Genova)
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