Dalla periferia fiorentina un esempio di microcredito di prossimità, costruito sulle esigenze degli abitanti di un quartiere del 'ricco' Nord del mondo
02 luglio 2010
Verso Mag Firenze verso …Catania, quartiere San Cristoforo, associazione GAPA
Sdeng!
Esito, farfuglio, mille pensieri mi assaltano la mente e il cuore: la Daria, mia figlia undicenne, vispina e ribelle ma ancora abbriccata alle gonne – che non porto quasi mai – della mamma, specie quando cala la notte. Roberto, il mio compagno: capirà? Capirà che io che non sono mai libera di fare una “trasferta” con lui, parto invece per altri lidi per altri motivi? E i miei impegni: il corso per OSS, il tirocinio che sto rimandando a chissà quando per via di due costole rotte.
Mi prendo qualche minuto di rimuginamento e dico a Ale che lo richiamo a breve. Ovviamente! lui ha bisogno di una risposta quasi immediata, in mattinata deve fissare l’aereo e dare i nominativi.
Roberto è lì con me e subito sento e vedo che è d’accordo. Pessimista come al solito, mi rammenta che zone sono quelle (la mafia…), ma è dalla parte del sì. Io il sì ce l’ho già dentro, ma devo titubare ancora un po’. La Daria la “sistemo” subito, quando ci vuole ci vuole, la metterò davanti alla decisione compiuta. Rimane il problema del tirocinio (il corso è a posto, le lezioni riprendono il 30 di giugno, il giorno dopo il previsto rientro da Catania). Decido che in qualche modo farò: se avrò già ricominciato il tirocinio, chiederò due giorni e li recupererò con due domeniche; se non sarò ancora guarita, avrò il certificato medico a coprire anche quei due giorni.
Quindi: sì, ho deciso e chiamo Ale.
Mi dà la spinta anche un pensiero che mi ha colto e che ho espresso il giorno prima come preghiera alla Messa: il coraggio di andare contro corrente. E allora andiamo! Senza indugio…
Domenica 27 giugno 2010, Piagge h. 13.00-Catania h. 23.00
Il viaggio d’andata dura molto, molto di più del previsto: l’aereo ci perde (e non sa cosa si perde!) e una capetta dal caschetto sfilato, biondo, ci fa la grazia di farci valere il biglietto da Bologna. Lì scopriamo che il nostro volo, previsto per le 18.30, porta mezzora, poi un’ora, infine due ore di ritardo e insomma ci stacchiamo dal suolo alle 21.15. I nostri amici Paolo e Marcella sono già all’aeroporto di destinazione ad aspettarci quando noi siamo ancora a vagolare per l’aeroporto di Bo, alla caccia – tanto per ammazzare il tempo – dello snack che la Meridiana ci offre per riparare il danno del dannato ritardo. Al telefono i catanesi ci dicono “Va bene, vi aspettiamo comunque per cena”. E da qui si dovrebbe già arguire parecchio dell’accoglienza che abbiamo trovato – perché alla fine ci siamo arrivati! – in quella città tanto bella quanto …sgarrupata, tanto che uno potrebbe, mentre guarda quei palazzi baciati, cotti e smangiucchiati dal sole cerca di immaginare come sarebbe se… se… E comunque. Questa è Catania.
Il nostro Paolo si rivela subito un cicerone perfetto (mi vedo già che quando verrà a Firenze avrà molto da svelarmi su questa nostra (?) ambitissima città d’arte), ci spiega tutto, dalla politica alla festa di Sant’Agata, che poi sono la stessa cosa. Ma di questo, vi parleremo nella prossima puntata…
Veniamo a noi, allo scopo di questa nostra gita-lampo. Una mezza giornata ce la siamo già giocata coi mezzi di trasporto, ma intanto ceniamo sul terrazzo di casa Parisi e cominciamo a scambiare con i due pacatissimi, simpaticissimi coniugi (non ricordo più da quanti anni insieme, anche al lavoro!) e Ivana, la loro figlia, che non poteva che essere calma, viva e gentile come loro, nella maniera giusta. Già cominciamo a entrare nel vivo degli scambi di racconti, resoconti e sfoghi vari. Naturalmente loro chiedono delle vicessitudini sofferte da Ale e dalla Comunità delle Piagge per l’esilio imposto dal nostro Eminente.
La mattina dopo, seduti a un bar davanti a veracissime granite alla mandorla e al limone, con Marcella e Paolo ai quali si è aggiunto un altro veterano del Gapa, Toti, affrontiamo la questione del microcredito, che loro vorrebbero attuare nel loro quartiere. Nel pomeriggio, poi, ci sarà una riunione molto più allargata, nei locali dell’associazione, dove Ale parlerà quasi ininterrottamente per circa quattro ore. Decidiamo che in quella sede l’argomento sarà trattato in maniera meno dettagliata, più a volo d’uccello, vista la quantità e quindi la varietà di provenienza e di motivazioni delle persone intervenute: oltre a tanti del GAPA (a proposito: G.A.P.A.= Giovani Assolutamente Per Agire, c’erano persone, di varie età, di Mani Tese, di Pax Christi, di un’associazione di lotta all’usura, quasi tutti interferenti o interagenti col Gapa e comunque interessati al microcredito o, qualcuno, anche, venuti lì semplicemente per ascoltare Alessandro. Ma poi, fatto sta che via via che passava il tempo, il cerchio si stringeva e venivano fuori domande sempre più precise e molti dei partecipanti, chi per un motivo chi per un altro, lasciavano la riunione, alla fine è rimasto il …nocciolo duro degli interessati al progetto di microcredito. E lì il discorso è sceso anche nei particolari più tecnici e burocratici. Alessandro ha provato a formulare un’ipotesi di attuazione del loro – forte, motivato, circostanziato, coscienzioso – desiderio di lanciarsi in un progetto come il nostro del Fondo Etico. Una specie di: il microcredito di San Cristoforo starà al Fondo Etico Piagge come il Fondo Etico Piagge sta a Mag 6. Per il resto, o meglio per l’essenziale, i principi che circolano tra loro sono in sintonia con i nostri: niente banche, niente finanziamenti da enti locali, niente beneficienze, niente carità; tutto sul quartiere, nel quartiere e per il quartiere. Si sono, tra l’altro, in questo lungo e impegnato pomeriggio, resi conto che c’è da aspettare. Aspettare, valutare, soppesare, discutere, scandagliare… Marcella se ne viene fuori da sola – prima che noi glielo suggerissimo caldamente – con il constatare che devono subito, un gruppo di loro, cominciare a riunirsi e già propone di fissare una data, di cercare di incastonarla in tutto il mosaico di attività che si svolgono al Gapa (cura, nel senso di I CARE, di bambini e ragazzi, doposcuola, campi estivi, palestra… e, insomma, visitate il sito: WWW.ASSOCIAZIONEGAPA.ORG).
Alessandro, tra l’altro, nel cercare di cucire a loro misura un “modello” per la partenza del microcredito, precisa che comunque si tratterebbe, per loro, di cominciare con uno, al massimo due prestiti. Uno di questi si è già profilato e anzi deciso: si tratta di Massimo (presente alla riunione con la moglie Angela e il più piccolo dei loro tre figli, Francesco), barbiere in San Cristoforo ma da qui costretto a spostarsi per cercare una bottega altrove nella città perché sfrattato. Ma ne parleremo meglio, una volta vagliato il caso da parte della Commissione, nella prossima assemblea del Fondo, il 10 luglio prossimo.
Per ora, mi piace e quasi mi commuove potervi dire che Massimo, talmente ha capito l’anima del progetto, che subito in serata, dopo la riunione, ha telefonato a Toti per dirgli che si rende conto che lui non può chiedere questo prestito perché il nuovo negozio dovrà aprirlo fuori dal quartiere di San Cristoforo…!!!
Credo che i nostri amici del Gapa partiranno subito con un’eccezione…
(Daniela)
30 giugno 2010
VOGLIAMO CONTINUARE A FARE FINANZA MUTUALISTICA E SOLIDALE!
Da alcuni decenni le MAG (Mutue Autogestione) si occupano di Finanza Mutualistica e Solidale ( http://www.finanzaetica.net ).
Le MAG che svolgono come attività principale la Finanza Mutualistica e Solidale sono attualmente quattro (MAG2 Finance Milano, MAG4 Piemonte Torino, MAG6 Reggio Emilia,
MAG Venezia) - altre quattro (Cesena, Firenze, Reggio Calabria, Roma) sono in fase di costituzione - e svolgono da più di trent'anni un ruolo sociale importante per le collettività di riferimento; ciò non solo per le migliaia di soci compartecipi e di finanziamenti effettuati, ma anche sotto il profilo della formazione, della cultura e dell’assistenza tecnica all’avvio ed allo sviluppo di enti non profit (Cooperative, Mutue, Associazioni, ecc.).
Con il testo in consultazione nel mese di maggio sul sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze ed ora in discussione alle camere, relativo all’attuazione della direttiva sul credito al consumo e della delega di cui all’art. 33 della legge 88/09 in materia di intermediari finanziari si
dirà: “abbiamo tutelato il microcredito”, “abbiamo tutelato l’etica nella finanza”; ma è veramente così?
La Finanza Mutualistica e Solidale non trova invece riconoscimento nel testo, non c'entra nulla con il microcredito e rischia di essere equiparata alle altre comuni finanziarie oggetto di sempre maggiori adempimenti e controlli.
La Finanza mutualistica e solidale opera con criteri stringenti ed inequivocabili:
1) pone attenzione alla provenienza del denaro,
2) ha modalità partecipate di gestione del denaro,
3) ha finalità sociale a prescindere dall’importo del prestito concesso.
Nel Microcredito, come disciplinato dal testo in consultazione:
1) la provenienza del denaro non è rilevante,
2) le modalità partecipative della gestione del denaro non sono rilevanti
3) la finalità sociale dei prestiti non è rilevante
Concretamente quindi una “banca armata” potrà costituire una finanziaria che fa microcredito (come è già stato fatto da alcuni soggetti che attualmente operano in Italia), e presentarsi automaticamente tra i “buoni”.
Sarà, invece, praticamente impossibile agire come fanno le MAG e raccogliere denaro “dal basso”, ipotizzando un uso diverso dello stesso e dei rapporti su di esso basati.
La nuova normativa non prevede nessun cambiamento sociale, nessuna ipotesi di cambiamento sociale, ma solo assistenza e pubblicità. Si regaleranno gli abiti smessi e non si concederà la possibilità di comprarsene dei nuovi con dignità.
C'è la crisi: le banche devono adattarsi. E tutti dobbiamo adattarci alle banche.
La deriva della finanza, sotto gli occhi di tutti, non richiede meri aggiustamenti bensì radicali cambiamenti di paradigma nella gestione del denaro quale “bene comune” al servizio della collettività.
La Cooperativa MAG6 e la rete ad essa collegata chiede di poter continuare ad operare proponendo di inserire un adeguato riconoscimento della finanza mutualistica e solidale.
Puoi inviare l’appello al seguente link
http://www.mag6.it
02 giugno 2010
Proposta per i Soci del Fondo Etico e Sociale delle Piagge
se hai letto con attenzione il numero del Fondoinforma che precedeva l’Assemblea del 20 febbraio, non ti sarà sfuggita la proposta di autotassazione per i soci del Fondo Etico e Sociale delle Piagge.
Come c’era scritto nel breve articolo, per l’anno appena trascorso e probabilmente anche per il prossimo, MAG6, la Cooperativa Finanziaria dove abbiamo depositato i nostri soldi e che con quest’ultimi eroga i prestiti che approviamo, non riconoscerà ai propri soci e quindi anche a noi alcun interesse. Questo denaro infatti sarà utilizzato per finanziarie lo studio di un progetto sociale di costituzione di una rete di solidarietà.
Inoltre, quando sarà operativa la nascente MAG Firenze, il Fondo Etico si “appoggerà” a questa che già nel suo statuto riconosce ai propri soci una rendita pari a zero.
Come è stato spiegato in maniera approfondita durante l’Assemblea, in questi anni, la rinuncia anche parziale da parte di molti di noi a questo interesse riconosciuto da MAG6, ha permesso di sostenere tutte le spese di gestione della nostra esperienza di microcredito delle quali non possiamo fare a meno.
La proposta quindi di una piccolissima autotassazione nasce dall’esigenza di “inventarci” altre forme condivise per coprire queste spese.
L’assemblea dei soci del 20 Febbraio ha accolto con entusiasmo questa idea, e gia in quell’occasione molte persone hanno iniziato a contribuire con le piccole quote richieste.
L’idea insomma è che possiamo riconoscere un valore importante a quelle monetine di pochi centesimi che spesso ci troviamo nelle tasche e magari non prendiamo neanche in considerazione quando andiamo a pagare i nostri conti. Oggi queste monetine, messe tutte insieme possono aiutare il Fondo Etico e Sociale a portare avanti con coerenza l’idea di “giustizia sociale” che da sempre anima la nostra esperienza.
Per molti di noi rinunciare a un euro o due al mese è qualcosa che non incide in maniera significativa sulla nostra contabilità, ma essendo oltre 140 soci questo consentirebbe di raccogliere più di 140 euro ogni mese, una cifra importante che ci permetterebbe di mantenere senza problemi la sostenibilità del Fondo Etico e Sociale delle Piagge.
Naturalmente, e forse è inutile anche dirlo, ognuno di noi è libero di aderire oppure no a questa iniziativa, però chi decide di partecipare sarebbe importante potesse comunicarcelo per avere un’idea di quale sarà la cifra di cui disporremo.
Chi volesse partecipare a questa raccolta può portare il proprio contributo alle assemblee o direttamente al Centro Sociale il Pozzo consegnandolo a uno dei referenti del Fondo Etico, oppure contattare Chiara (3339622256) e decidere con lei le modalità .
Cordiali Saluti….La Commissione del Fondo Etico e Sociale delle Piagge
08 maggio 2010
ASSEMBLEA DEI SOCI
del
Fondo Etico e Sociale delle Piagge
presso il Centro Sociale
via Lombardia, 1/p - Firenze
alla fine dell'Assemblea chi lo desidera potrà cenare insieme
sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere
se possibile portatevi anche piatto posate e bicchiere
così evitiamo di usare quelli di plastica
18 aprile 2010
Il 5xMille per le attività delle Piagge
Tale scelta non comporterà per il contribuente nessun onere aggiuntivo, in quanto si tratta di destinare una quota di tasse che andrebbe comunque allo Stato.
La Comunità di base delle Piagge da anni cerca di essere un soggetto attivo nel quartiere e nella Città per creare un tessuto sociale ed una rete di solidarietà.
Per fare questo esistono tre realtà che sono l' Associazione di volontariato Il Muretto, che si occupa di progetti che riguardano molti aspetti del quartiere delle Piagge, la Cooperativa Sociale Il Cerro, una cooperativa di lavoro che consente anche una attività di microcredito, e la Cooperativa Sociale Il Pozzo, che si occupa di educazione.
Tutte e tre queste entità hanno la possibilità di raccogliere contributi attraverso il 5 per mille sull'IRPEF.
Qui di seguito ti spieghiamo come fare:
Il procedimento è molto semplice: sarà sufficiente firmare l'apposita casella del 730, Unico o CUD riportante l'opzione 5 per mille, indicando il codice fiscale di
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO IL MURETTO : C.F. 94055870482
oppure
COOPERATIVA SOCIALE IL CERRO A R L: C.F. 05084190486
oppure
IL POZZO COOPERATIVA SOCIALE A R L : C.F. 04841040480
In particolare:
1. Persone che presentano regolarmente dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico):
in tal caso il contribuente può destinare il suo 5 per mille apponendo, al momento della dichiarazione dei redditi, la propria firma nel riquadro riportante la dicitura "Sostegno del volontariato, delle organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni di promozione sociale, delle associazioni e fondazioni" e specificando, nello spazio apposito, il codice fiscale di:
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO IL MURETTO : C.F. 94055870482
oppure
COOPERATIVA SOCIALE IL CERRO A R L : C.F. 05084190486
oppure
IL POZZO COOPERATIVA SOCIALE A R L : C.F. 04841040480
2. Contribuenti esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi e pensionati:
al momento del ricevimento del CUD dovranno compilare la scheda ad esso allegata e relativa alla scelta della destinazione del 5 per mille dell'IRPEF. Anche in questo caso, occorrerà scegliere la casella riportante la dicitura "Sostegno del volontariato, delle altre organizzazioni non lucrative di utilità sociale, delle associazioni e fondazioni", specificando nello spazio apposito il codice fiscale di
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO IL MURETTO : C.F. 94055870482
oppure
COOPERATIVA SOCIALE IL CERRO A R L : C.F. 05084190486
oppure
IL POZZO COOPERATIVA SOCIALE A R L : C.F. 04841040480
e apponendo la propria firma. Infine il modulo dovrà essere trasmesso rivolgendosi ad una banca (che sarà tenuta a trasmetterlo gratuitamente), ad un professionista o ad un CAF.
N.B. La destinazione del 5 per mille non è alternativa o sostitutiva a quella dell'8 per mille
L'Associazione di Volontariato Il Muretto nasce nel 1995 alle Piagge, un quartiere alla periferia nord-ovest di Firenze, dalla volontà di un gruppo di abitanti che insieme vogliono migliorare il territorio in cui vivono.
L'Associazione non ha uno specifico settore di intervento ma opera trasversalmente, cercando di individuare i bisogni e le necessità del quartiere e di rispondervi insieme agli abitanti stessi. La prerogativa essenziale dell'Associazione infatti è lavorare ed attivarsi con le persone e non per le persone, in quanto ritiene essenziale, per il buon esito di ogni iniziativa, la piena assunzione di responsabilità di tutti coloro che sono coinvolti in ogni progetto.
L'obiettivo primario dell'Associazione è dunque restituire cittadinanza agli abitanti del quartiere, attraverso progettualità nelle quali ognuno sia parte integrante del percorso intrapreso, per tornare ad essere protagonisti e soggetti attivi della propria vita.
Per contribuire a sostenere questa esperienza indirizza il tuo 5 per mille dell'IRPEF a:
ASSOCIAZIONE DI VOLONTARIATO IL MURETTO : C.F. 94055870482
La Cooperativa Sociale Il Cerro nasce nel 2000 dall'Associazione di Volontariato Il Muretto, con l'obiettivo specifico di sviluppare esperienze lavorative nel quartiere delle Piagge.
La cooperativa permette diverse attività di lavoro e di volontariato come ad esempio il giardinaggio, il riciclaggio dei rifiuti e l'agricoltura naturale svolte con una attenzione particolare all'ambiente e all'inclusione nel mondo del lavoro delle persone svantaggiate. La cooperativa consente anche la realizzazione del Fondo Etico e Sociale delle Piagge, una esperienza di finanza critica che attraverso il microcredito vuole affermare la forza della relazione rispetto al potere del denaro. Tutte le attività della cooperativa cercano di costruire stili di vita alternativi al modello diffuso.
Adesso puoi sostenere questa esperienza anche attraverso il 5 per mille dell'IRPEF destinandolo a:
COOPERATIVA SOCIALE IL CERRO A R L-ONLUS: C.F. 05084190486
La Cooperativa Sociale Il Pozzo nasce nel 1997 dall'Associazione di Volontariato Il Muretto, come strumento di intervento nel settore educativo. La cooperativa si impegna soprattutto nell'accompagnamento e nel sostegno di persone in situazioni di disagio sociale o psichico e nell'insegnamento della lingua italiana a bambini stranieri inseriti nelle scuole del quartiere. La Cooperativa Il Pozzo è parte, insieme ad altri enti, della gestione del Centro di Prima Alfabetizzazione Gandhi, un servizio promosso dal Comune di Firenze per dare sostegno linguistico ai bambini ed ai ragazzi stranieri iscritti negli istituti scolastici del Quartiere 5.
La Cooperativa il Pozzo ha scelto, fin dalla sua nascita, di operare soltanto all'interno di progetti che riguardino il quartiere delle Piagge, che si attuino in esso o che su di esso abbiano una qualche ricaduta e di non prendere parte ai grandi consorzi di cooperative presenti in città.
Tale posizione non risulta essere conveniente da un punto di vista strategico ed economico, ma permette alla cooperativa di operare in piena coerenza con i propri principi fondanti che pongono la stretta relazione con il territorio e con i suoi abitanti alla base di ogni sua progettazione.
Per sostenere la Cooperativa Il Pozzo devolvi il tuo 5 per mille a:
IL POZZO COOPERATIVA SOCIALE A R L-ONLUS: C.F. 04841040480
"http://www.comunitadellepiagge.it/2010/04/09/il-5xmille-per-le-attivita-delle-piagge-ecco-come-fare"
17 febbraio 2010
fondoinforma.....febbraio 2010
Questi dati fotografano la difficoltà e la complessità di questo nostro paese e del nostro mondo e ci dicono la necessità, per la quale alle Piagge ho sempre cercato di lavorare, di costruire una società conviviale dove si impari, come ha indicato così bene Don Milani, a non fare parti uguali tra diseguali.
La prima cosa da fare per provare a costruire, in questi tempi bui una società conviviale è “osare la Speranza”, bisogna avere e trovare il coraggio di guardare il mondo con gli occhi dei piccoli, dei diseguali,dei senza diritti e insieme a loro e per loro tentare vie nuove e pratiche alternative. La comunità delle Piagge da ormai quindici anni è protesa ed impegnata in questa direzione e tra le varie esperienze ed attività che ha messo in piedi quella che più è vicina a questa prospettiva è certamente il nostro Fondo Etico e Sociale delle Piagge che grazie all’impegno e alla partecipazione di ognuno/a di voi è diventata un’utopia concreta, un modello di microcredito alternativo e solidale guardato con attenzione ed ammirazione da tanti anche oltre la Toscana e che è stato capace di restituire dignità e giustizia a quasi 150 persone o realtà collettive all’interno del quartiere popolare delle Piagge. 150 persone e realtà alle quali è certamente stata data la possibilità di avere un prestito in denaro, un’ancora finanziaria di sostegno ma alle quali è stato dato molto di più….la possibilità di sentirsi parte attiva di una comunità che cresce, si fa carico, sorregge, ascolta e accompagna ridando fiato e forma ai piccoli sogni e alle capacità di futuro di ognuno.
E’ davvero bello quello che giorno per giorno con pazienza e fatica, attraverso il microcredito di prossimità del Fondo Etico, abbiamo costruito assieme….ora che ormai da più di tre mesi sono stato “espropriato “della mia gente e di questo luogo vitale e vivo che sono le Piagge e sento sempre più forte la separazione e la distanza, sapeste con quanta più convinzione e determinazione di prima sento di poter scrivere queste cose.
Ed allora ancora grazie per il vostro continuare a contribuire a rendere possibile e credibile un mondo più giusto e conviviale…con la vostra partecipazione “finanziaria” e soprattutto reale e concreta.
Allora fate un salto e partecipate alla prossima Assemblea alle Piagge e lasciatevi coinvolgere, con quello che potete, in questa esperienza “speciale”.
Cercate di esserci anche per me…io ci sarò, statene certi, anche se fisicamente non mi vedrete.
10 febbraio 2010
ASSEMBLEA DEI SOCI
SABATO 20 FEBBRAIO 2010
Presso il Centro Sociale “IL POZZO”
L'Assemblea è aperta a tutte le persone interessate
(siamo tutti invitati a portarci piatto, posate e bicchiere)
sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere
11 gennaio 2010
UN LIBRO PRO-FONDO
02 novembre 2009
Assemblea dei Soci
L'assemblea è aperta a tutte le persone interessate
cena no plastica
(siamo tutti invitati a portarci piatto, posate e bicchiere)
sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere
16 settembre 2009
IL FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
organizza
1a festa-incontro delle esperienze locali di microcredito
fare rete per ri-mettere al centro la persona
Sabato 26 settembre 2009
dalle ore 10,00
al
Centro Sociale IL POZZO
Via Lombardia, 1p Firenze – tel. 055373737
10,30-13,00 Esperienze di Microcredito a confronto
Testimonianze, scambio e condivisione tra realtà territoriali di microcredito.
Parteciperanno: Fondo Etico e Sociale delle Piagge (Firenze); Comitato per il microcredito al rione Sanità (Napoli); Fondo Essere (Firenze); Progetto SeMe (Firenze); Associazione "Non da sola" Mag 6 (Reggio Emilia); Mag Venezia (Venezia); Mag verona (Verona)
Moderatore Giulio Marcon (Sbilanciamoci)
13,00-15,00 Punto Ristoro con spuntini a prezzi equi
15,00-18,00 Giochi e Laboratori sul denaro
20,00-22,00 “Cena Onesta” curata dalla Cooperativa EquAzione
dalle ore 22,00 Musica e Balli con i SUONATORI DELLA LEGGERA
Saranno presenti tavoli informativi e interattivi su:
microcredito; banca del tempo; mag; libri;
moneta sociale; baratto; decrescita;
antiusura; impronta ecologica; banche armate
06 luglio 2009
DISOBBEDIRE A QUESTA LEGGE CONTRARIA AL VANGELO DI CRISTO
In questa domenica celebriamo il funerale della democrazia e dei principi costituzionali e facciamo nostre le parole del comunicato di Pax Christi, movimento cattolico per la Pace e nostro compagno di viaggio in tante occasioni, che parla di “offesa alla famiglia umana, atto eversivo della costituzione italiana, bestemmia contraria al Vangelo di Cristo”.
Come cristiani e credenti nel Dio che ama tutti e nel Vangelo di Cristo non dobbiamo e non possiamo obbedire a questa legge oltraggiosa e orribile e con fermezza dobbiamo gridare insieme il nostro no a questa “barbarie” anticostituzionale del diritto e implorare il Presidente della Repubblica Napolitano a non firmare questa legge.
Noi dichiariamo fin da subito che continueremo a tenere aperte le porte a tutti “i poveri cristi” di questa umanità, perché così ci impone il Vangelo e ci chiede la costituzione e chiediamo al nostro Vescovo mons. Betori di poter prendere posizione rispetto a questa legge “offensiva” e farsi portavoce dell’indignazione della nostra comunità cristiana che vuole e non può fare altro che rimanere fedele alle parole del Vangelo e della Bibbia “ero straniero e mi avete accolto” (Mt.25,35)….”tratterete lo straniero che risiede tra voi come colui che è nato tra voi, tu l’amerai come te stesso” (Lv 19,33-34).
Alessandro Santoro – prete
e la comunità di base delle Piagge
Domenica 5 luglio 2009
ABBIAMO SOLO DA VERGOGNARCI
Noi che siamo vissuti per secoli emigrando per cercare un tozzo di pane (sono 60 milioni gli italiani che vivono all'estero!), ora ripetiamo sugli immigrati lo stesso trattamento, anzi peggiorandolo, che noi italiani abbiamo subito un po' ovunque nel mondo. Questa legge è stata votata sull'onda lunga di un razzismo e una xenofobia crescente di cui la Lega è la migliore espressione. Il cuore della legge è che il clandestino è ora un criminale.
Vorrei ricordare che criminali non sono gli immigrati clandestini ma quelle strutture economico-finanziarie che obbligano le persone a emigrare.
Papa Giovanni 23° nella Pacem in Terris ci ricorda che emigrare è un diritto. Fra le altre cose la legge prevede la tassa sul permesso di soggiorno (i nostri immigrati non sono già tartassati abbastanza?), le ronde, il permesso di soggiorno a punti, norme restrittive sui ricongiungimenti familiari e matrimoni misti, il carcere fino a 4 anni per gli irregolari che non rispettano l'ordine di espulsione ed infine la proibizione per una donna clandestina che partorisce in ospedale di riconoscere il proprio figlio o di iscriverlo all'anagrafe.Questa è una legislazione da apartheid, che viene da lontano: passando per la legge Turco-Napolitano fino alla non costituzionale Bossi-Fini.
Tutto questo è il risultato di un mondo politico di destra e di sinistra che ha messo alla gogna lavavetri, ambulanti, rom e mendicanti.
Questa è una cultura razzista che ci sta portando nel baratro dell'esclusione e dell'emarginazione."Questo rischia di svuotare dall'interno le garanzie costituzionali erette 60 anni fa - così hanno scritto nel loro appello gli antropologi italiani - contro il ritorno di un fascismo che rivelò se stesso nelle leggi razziali".
Vorrei far notare che la nostra Costituzione è stata scritta in buona parte da esuli politici,rientrati in patria dopo l'esilio a causa del fascismo. Per ben due volte la costituzione italiana parla di diritto d'asilo, che il parlamento non ha mai trasformato in legge. E non solo mi vergogno di essere italiano, ma mi vergogno anche di essere cristiano: questa legge è la negazione di verità fondamentali della Buona Novella di Gesù di Nazareth. Chiedo alla Chiesa Italiana il coraggio di denunciare senza mezzi termini una legge che fa a pugni con i fondamenti della fede cristiana.Penso che come cristiani dobbiamo avere il coraggio della disobbedienza civile.
È l'invito che aveva fatto il cardinale R. Mahoney di Los Angeles (California), quando nel 2006 si dibatteva negli USA una legge analoga dove si affermava che il clandestino è un criminale.
Nell'omelia del Mercoledì delle ceneri nella sua cattedrale, il cardinale di Los Angeles ha detto che, se quella legge fosse stata approvata,avrebbe chiesto ai suoi preti e a tutto il personale diocesano la disobbedienza civile.
Penso che i vescovi italiani dovrebbero fare oggi altrettanto. Davanti a questa legge mi vergogno anche come missionario: sono stato ospite dei popoli d'Africa per oltre 20 anni, popoli che oggi noi respingiamo, indifferenti alle loro situazioni d'ingiustizia e d'impoverimento. Noi italiani tutti dovremmo ricordare quella Parola che Dio rivolse a Israele: "Non molesterai il forestiero né l'opprimerai, perché voi siete stati forestieri in terra d'Egitto" (Esodo 22,20).
Alex Zanotelli
12 giugno 2009
Assemblea dei Soci
DEL FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
alle ORE 17,30
via Lombardia, 1/p Tel. 055373737
CHE CI FACCIO AL FONDO ETICO?
Non abito alle Piagge e non avevo frequentato la comunità. Ho sentito parlare per la prima volta di FINANZA ETICA cinque o sei anni fa, quando il movimento dei professori stava partorendo “Un altra città”, una sera al circolo Progresso ne parlava un ragazzo teso per l'emozione, ma pieno di buona volontà, e parlava di una cosa concreta, che funzionava qui in Italia, anzi meglio, ancora più vicino, alle Piagge, un quartiere periferico di Firenze.
La cosa mi incuriosì e all'indomani del mio pensionamento, un po' titubante, mi incontrai con Chiara , versai pochi dei miei soldi della liquidazione al Fondo e dato che, come mi disse Chiara, era più importante partecipare che dare soldi, cominciai a frequentare le assemblee ( circa una ogni due mesi).
Alle assemblee ho sentito presentare i prestiti da approvare, si parlava in forma anonima (cioè senza fare nomi) di persone in difficoltà, da affiancare ovvero da seguire nella gestione del prestito e soprattutto persone con cui creare una relazione!
Per me che sono un tecnico (chimico), timido, di poche parole e con scarsa propensione alle relazioni sociali, la cosa si faceva più difficile e, continuando a non capire cosa potevo fare in pratica per il fondo, lasciavo che ad affiancare fossero gli altri.
Ho continuato a partecipare alle assemblee, resistendo alla voglia di andarmene e così piano piano ho cominciato prima ad aiutare a riempire i moduli (al computer) una volta approvato il prestito, poi sono entrato a far parte della commissione. Che sarebbe un gruppetto di (5 -6) soci con il compito di ricevere le domande di prestito, incontrare i richiedenti, cercare di capire bene la situazione e spiegare il meccanismo del prestito, infine verificare la disponibilità di soldi e portare le richieste in assemblea.
In questo nuovo ruolo mi sono trovato necessariamente più vicino alle persone, ho ascoltato direttamente i loro problemi . Tanti casi diversi, alcuni pieni di promesse, come il ragazzo che voleva comprare il motorino per andare a lavorare o la signora che sognava di costruire una casa per la sua famiglia nel paese d'origine; altri un po' più difficili di persone che sommando debiti su debiti erano finiti per trovarsi sommersi o peggio in mano di finanziarie senza scrupoli. Per esempio mi è capitato di vedere in azione una Finanziaria (legata ad una banca importante) che ha offerto una carta di credito da 2000€ ad una persona con 250€ di reddito al mese, imponendo un rimborso di 80€ mensili e un tasso d'interesse altissimo.
E' così che continuando a partecipare ho infine trovato il coraggio e mi sono proposto anch'io per affiancare qualcuno, neanche sempre per un prestito, qualche volta solo per una relazione! Relazione che a volte si riduce a una telefonata ogni tanto per sentire come va, oppure a fare qualche piccolo favore, ma in un caso siamo quasi diventati amici, parliamo dei nostri problemi e il bello è che mi pare mi aiuti più lei che viceversa.
Ecco com'è che comincio a capire cos'è il Fondo Etico: un'occasione al di là dei soldi per venire in contatto con delle persone con i loro problemi, e imparare a darsi una mano.
E dato che si tratta soprattutto di soldi e di prestiti, mi sembra che prestare con un minimo interesse, o addirittura senza interesse sia piuttosto etico.
(Carlo)
19 aprile 2009
IO SOSTENGO MAG FIRENZE PERCHE’...
05 aprile 2009
Sabato 18 Aprile ASSEMBLEA DEI SOCI
13 gennaio 2009
Assemblea dei Soci
ASSEMBLEA DEI SOCI DEL FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
SABATO 17 GENNAIO 2009 ALLE ORE 17,30
Presso il Centro Sociale “IL POZZO” Via Lombardia, 1/p Tel. 055373737
la partecipazione all'Assemblea è aperta a tutte le persone interessate
04 dicembre 2008
L'ETICA FINANZIARIA A FIRENZE
“Le persone sono più importanti del denaro, ma il denaro serve per vivere. La nostra idea allora è quella di dare credito alle persone, alle famiglie e alle piccole imprese in difficoltà. Vogliamo offrire un’opportunità concreta in termini di risorse a co- loro che sono privi di garanzie e a cui le banche rifiutano il credito. Persone che rischiano di andare incontro a qualche esosa finanziaria o peggio ancora finire in mano agli usurai” - ha dichiarato Alessandro Santoro, prete delle Piagge e ispi- ratore del progetto Mag. “Partiamo da una solida base di capitale sociale, circa 150.000 euro raccolti grazie al microcredito; adesso l’obiettivo è quello di tessere una rete fatta di persone, gruppi, associazioni, enti, amministrazioni e organizzazioni varie capaci di dare forza ad un proget- to ambizioso e per nulla utopico. Con questa iniziativa intendiamo dare forza al nostro desiderio di “obiezione bancaria” e siamo con Francuccio Gesualdi, del Centro Nuovo Modello di Sviluppo, quando afferma che solo non lasciando niente di intentato, occupando tutti i piccoli spazi di potere che abbiamo a nostra disposizione, potremo costruire un’altra economia equa, sostenibile, nonviolenta e democratica”.
Con la costituzione della prima Mag in Toscana tutte le realtà che si ispirano ai principi della finanza critica potranno disporre di un interlocutore prezioso direttamente sul territorio; un interlocutore che nasce da una condivisione teorica e pratica sulla finanza, compiuta dalle stesse realtà che oggi sono impegnate in progetti di microcredito e nella promozione di un’economia solidale, slegata dal dovere di fare profitto e volta, invece, alla redistribuzione del denaro e della ricchezza.
Francesco Festini, del Progetto Seme, illustra una delle grandi novità introdotte dall’associazione Verso Mag Firenze: “Per noi il denaro non si compra e non si vende: si distribuisce. Chi riceverà un prestito quindi non pagherà nessun tipo di interesse perché uno dei nostri principi è che dal denaro non si debba generare altro denaro. Questo vuol dire che il capitale prestato non verrà remunerato e che coloro che riceveranno i prestiti pagheranno solo le spese di gestione del prestito stesso, niente altro. Il tutto nella massima trasparenza e privilegiando le garanzie relazionali anziché quelle patrimoniali. Solo così sarà possibile costruire un modello di finanza solidale concreto e fruibile dai più, senza speculazioni, sostenendo l’economia reale e al servizio del bene comune”.»
Contatti
Cooperativa «Verso Mag Firenze»
Via Lombardia 1/p Le Piagge - 50145 Firenze
tel.: 055.373737 - 055.6811207
30 novembre 2008
IL MIO APPRODO SULL’ASTEROIDE
Daniela 28/09/08
Firenze, 22 luglio 2008 - Marcia per la convivenza
Ore 18.30 circa. Parcheggiamo in Viale Milton, siamo già molto stanchi, con la bimba e tutto. Raggiungiamo a piedi P.zza Indipendenza, si parte da lì. Marianna è subito molto eccitata e sorride a tutti, dal passeggino. Gli striscioni sono tanti, anche grandi, ben visibili. Si aspetta Don Gallo, da Genova, 80 anni suonati. Arriva verso le 19 ed indossa un cappello a larghe falde, contro il sole o il vento, non so. Mauro legge i testi della tappa di partenza: art. 1 della Dichiarazione dei Diritti dell’Uomo del 1948: …………scorgo Claudio, il mio collega per un mondo alternativo, poi Massimo, un altro ferroviere impegnato, Silvia e Fabrizio che non vedevo da tempo e che ancora non avevano conosciuto la bimba. Lungo il corteo incontrerò Cecilia, che si sposa il 14 settembre, Erika, in partenza per una nuova vita alla volta della penisola scandinava, dopo aver vissuto la Comunità con la scuola informale. Mi dice che, dopo l’esperienza di volontariato, Le Piagge le mancheranno più di quanto non le siano mancate quando partì per l’Erasmus, anni fa, e aveva solo voglia di scappare da un quartiere che non le stava dando nulla. Provo una strana e semplice felicità, mi si stampa un gran sorriso sulla faccia e lo mantengo durante tutta la marcia, dimenticando la stanchezza. Abbraccio tutti con ,lo sguardo, vorrei essere in alto per guardare e abbracciare meglio.
Ci si muove, finalmente. Don Gallo è arrivato e salito sul furgoncino. Si parte, alla volta di Piazza dei bambini e delle bambine di Beslan, luogo simbolico, dove si ricorda che l’innocenza è stata fatta a pezzi troppe volte. Incontro Annamaria, Hermela e Massimo, poi Fabrizio, con una maglia dai colori sgargianti, che mi dice che Chiara è davanti, col primo striscione. Ci si sposta lì e subito Marianna vuole essere presa in braccio, per camminare insieme agli altri. Sta proprio sullo striscione d’apertura e batte le manine. E’ felice, sorridente, come sempre. La fotografano in molti, Sabatino dice che si rischia di farne una velina. Io e Chiara ci diciamo che lavoreremo insieme perché, semmai, diventi “barricadera” o, almeno, perché conservi la sua simpatia ed il suo modo di accogliere la vita. Ricordo Quarrata, qualche anno fa, Lucia con il piccolo Davide che apriva le braccia e dava la mano a tutti…come si fidano del mondo e della gente i bambini!
Proseguiamo lentamente, verso Piazza San Marco, percorrendo strade laterali e rientrando poi in Via Cavour. I poliziotti, in forma discreta, aprono questo corteo tranquillo, fatto di preti, di famiglie, striscioni articolati, pensanti, molto intellettuali. Si marcia contro la “non-cultura” del razzismo, contro ogni steccato, contro i ghetti di una coscienza collettiva ormai in soffitta, soffocata dalla rassegnazione. E’ ancora giorno quando si arriva a Piazza San Marco. Noi ci stacchiamo un po’ per far mangiare Marianna. Su una panchina le diamo verdure, stracchino e un pezzo di pane e lei è sempre più felice di esserci. Hermela le offre un popcorn, entusiasta ma no, non si può ancora,. Con Annamaria si parla dello svezzamento, dei risvegli notturni, dei ridicoli pisolini di un quarto d’ora, si parla delle nostre bimbe, così vispe, così belle e così già “dentro” la vita.
Decidiamo di riprendere la marcia con le piccole che si addormentano nei passeggini. Raggiungiamo gli altri in Piazza Duomo, gremita di turisti. C’è un ragazzo con una tuta rossa che mima un cane, non c’entra nulla con noi ma è spiritoso e ci sta bene nel contesto, i turisti ridono divertiti. Poi due poliziotti lo fermano, non si sa perché…
Com’è bella Firenze all’imbrunire, gli orli merlati di palazzi e torri medievali incorniciano magicamente Via Calzaiuoli e noi la percorriamo senza tempo, lentamente, ciondoliamo nello scambio reciproco di tenerezze, felici di esserci. Continuiamo a marciare piano, quasi a volere che non si arrivi mai, che il traguardo non venga raggiunto, che non si giunga a dire: “Bene, sono arrivati, hanno finito, il permesso gli è stato dato, che non chiedano di più ora, perché domani è un altro giorno e si deve tornare a lavorare, a fare il proprio dovere, a fare le cose serie, come preservare la sicurezza, l’ordine pubblico…”
Quando già si distingue Palazzo Vecchio, incrocio Lisa Clark, di “Beati i costruttori di pace”. La saluto, mi va di scambiarci due parole, è sempre così affascinante sentirla parlare! Mi racconta di quello che fanno nel Veneto, a Padova per la precisione, dove gli steccati sono così visibili. Lì si combatte colpo su colpo, il razzismo è tangibile, ci sono quelli che raccolgono le firme contro i rom, contro quelli e quegli altri. Poi però ci sono anche molti cattolici che si indignano.
Organizzano cene di solidarietà con gli abitanti dei quartieri rom, andandoli ad invitare uno ad uno. Riflettiamo: qui in Toscana le parrocchie non sono così vive, così attive, forse non ce n’è bisogno perché le cose vanno meglio, in un senso meno eclatante e aggressivo rispetto al Veneto governato dalla Lega ma, per certi versi, regna l’indifferenza e non si sa se è meglio o peggio. Io racconto di episodi eclatanti, che testimoniamo un razzismo latente e pericoloso, a volte non confessato per decenza, per perbenismo ma reale, palpabile, assolutamente “resistente”.
Guardiamo i poliziotti in tenuta di massima sicurezza. Indossano caschi e manganelli, un po’ esagerati, forse se ne rendono conto anche loro ma è la divisa di ordinanza per le manifestazioni, non credo abbiano scelta. Io e Lisa decidiamo di parlarci, chiediamo ad uno che dovrebbe avere più o meno la mia età, cosa ne pensa della manifestazione. Non si sbilancia molto ma apprezza la serenità dei partecipanti ed il fatto che tutto si stia svolgendo in modo tranquillo. Gli dico: “Meglio di una domenica allo stadio allora!” Condivide e parla della violenza gratuita di tanti giovani d’oggi. Lisa dice che forse i giovani sono violenti perché non hanno prospettive. Anche lì, condivide, almeno in apparenza. Sì, si dovrebbe ripartire dai giovani. Lisa aggiunge: “Dando loro delle opportunità però, perché siamo tutti uguali, non è vero?” Il poliziotto annuisce, sì siamo tutti uguali, è vero, poi si allontana, raggiungendo i suoi compagni.
In un attimo infinito, ci siamo incontrati, è questo l’importante.
Siamo davanti a Palazzo Vecchio, si decide di voltargli le spalle. Qualcuno chiede perché, visto che è così bello. Gli viene risposto che è il simbolo del potere e bisognerebbe avere sempre la forza di essere critici nei confronti del potere costituito, perché la democrazia non rischi mai di morire.
Vedo Cecilia dell’Altracittà dietro di me, con la bici. Le si avvicina un turista chiedendole: “E’ una manifestazione di sinistra questa?” Lei è un po’ imbarazzata, non se l’aspettava, poi trova la risposta giusta: “Questa è una cosa di tutti, perché la pace e la convivenza sono valori universali”.
L’aria è fresca stasera, finalmente, dopo tanto caldo. Marianna dorme ancora, beata, nonostante le voci e la musica. Ha marciato tanto!
Sul palco, Don Gallo, affaticato, stanco ma ancora pieno di verve. La sua voce squillante risuona nella piazza, si aspettava il Vescovo questa sera, come mai non c’è? In questi momenti il Vescovo dovrebbe stare col suo popolo. E il Sindaco? E’ laico lui, poteva esserci no? Ma non c’è. Ma dove sono quelli che contano? Bè, non ci sono ma forse non c’erano nemmeno a Porto Alegre, da dove è cominciato il grande movimento di persone che hanno lanciato la sfida di un altro mondo possibile. Poi c’è stata Genova, la Genova del G8, la sua Genova, con la gente comune che ha osato marciare contro i potenti della terra per far sentire le ragioni di chi è sfruttato e lontano da noi allo scopo di tenere in vita un mondo sopra le righe dove in pochi decidono per la moltitudine. Ci incoraggia, incoraggia la piazza, dice che lo stiamo ripagando della stanchezza. Ci esorta a continuare ad esserci, ringrazia le Piagge, dice che la città è viva, tutto sommato, che non dobbiamo smettere di gridare a tutti l’indignazione, la rabbia, di denunciare gli scandali. Ci parla di resistenza, dei partigiani, di quelli tra loro che, a novant’anni, ancora testimoniano senza stancarsi di esserci. Chiude con la Costituzione e racconta che all’Arcivescovo di Genova, attuale Cardinale di Milano, aveva chiesto di poter recitare una poesia in un’occasione pubblica e aveva letto i primi dodici articoli della Costituzione italiana, come monito, per non dimenticarci di difenderla, sempre e comunque.
Si è fatto, buio, definitivamente. Marianna si è svegliata, vorrei farle lasciare l’impronta del piedino con la vernice, sul banchetto allestito accanto al palco ma c’è troppa gente, non vorrei abusare troppo della sua tranquillità. Stasera è stata proprio una bimba modello, alla sua prima marcia poi…poco male, altri lasceranno le impronte anche per noi: in fondo, abbiamo camminato ognuno coi piedi dell’altro.
(Adriana)
Alcune foto della Marcia della Convivenza del 22 Luglio 2008
potete vederle sul sito della rivista Carta
www.carta.org/gallerie/23
01 ottobre 2008
Assemblea dei Soci
SABATO 11 OTTOBRE 2008
ORE 17,00
Centro Sociale "il Pozzo"via Lombardia,1/p Firenze
tel. 055373737
la partecipazione all'assemblea è aperta a tutte le persone interessate
09 giugno 2008
Assemblea dei Soci
presso il
via Lombardia,1/p Firenze
chi lo desidera, dopo l'assemblea, potrà cenare insieme
19 maggio 2008
E' uscito il libro curato dal Fondo Etico e Sociale delle Piagge
13 maggio 2008
QUANDO LE PERSONE CONTANO DAVVERO
promuove una serata
Finanza critica e uso consapevole del denaro
Giovedì 15 Maggio 2008 ore 18.30
Centro sociale il Pozzo Via Lombardia, 1/p – Firenze
presentazione del libro
QUANDO LE PERSONE CONTANO DAVVERO:
percorsi di finanza critica e solidale
(edizione Comunità delle Piagge)
a cura del Fondo etico e sociale
seguirà
Buffet con prodotti della cooperativa EquAzione
ore 21.15
Viper Theatre - Via Lombardia, 2 – Firenze
Spettacolo teatrale
UN MATRIMONIO QUASI FELICE
di Nicola Zavagli con Beatrice Visibelli e la Compagnia Teatri d’Imbarco
lo spettacolo fa parte del progetto della Regione Toscana
VIVERE A RATE – FAMIGLIE A RISCHIO USURA
Il libro è stato realizzato con il contributo della Regione Toscana
31 marzo 2008
Assemblea dei Soci
SABATO 12 APRILE 2008
ORE 17,00
la partecipazione all'assemblea è aperta a tutte le persone interessate
23 gennaio 2008
Altracittà scopre le carte dei derivati toscani
“Cosa pensereste di un amministratore di condominio che coi soldi della cassa scommette sui cavalli? E se scegliesse le corse clandestine, puntando su cavalli dal nome suggestivo, probabilmente drogati? È un po’ quello che è accade quando gli enti locali decidono di investire nei cosiddetti ‘derivati’. Future, swap, warrant, cap floor, collar… sono alcuni dei tanti nomi di questo strumento finanziario incomprensibile ai più, e che pure è stato scelto da molti come cavallo su cui puntare.
I derivati sono strumenti finanziari il cui prezzo è basato sul valore di mercato di altri beni come azioni, indici, valute, tassi, ecc. Un fenomeno dalle dimensioni e dalle implicazioni preoccupanti che quasi nessuno dimostra di maneggiare con competenza. Nati per coprire le imprese da una serie di rischi legati alle loro attività (ad esempio il rischio di cambio, quello di tasso di interesse, di oscillazione dei prezzi delle materie prime o di credito), oggi sono una manna dal cielo soprattutto per le banche e un buco nero pericolosissimo per molti enti pubblici e molte piccole e medie aziende.
Nel caso dell’ente pubblico, è il caso di sottolineare che la materia prima per queste operazioni è presa dai soldi delle tasse: a fine 2006 gli Enti Locali italiani erano esposti per 13 miliardi di euro, mentre a fine agosto 2007, secondo Banca d’Italia, il valore di mercato dei derivati in tasca agli Enti Locali era negativo per un miliardo e 55 milioni di euro, su una perdita complessiva di 5 miliardi di euro attribuibili al sistema Paese.
Ma le cifre del Ministero del Tesoro in realtà sottostimano il pericolo, perché non tengono conto degli investimenti su banche estere, che secondo l’associazione Finansol.it arriva a 33 miliardi di euro.In ogni caso, circa l’80% dei contratti risulta in perdita con una rimessa media per operazione di circa 80.000 euro: gli Enti Locali hanno subito perdite medie molto più elevate di quelle delle imprese (circa 430.000 euro contro 76.000), anche a causa della dimensione media dei contratti più elevata (circa 12 milioni di euro di valore nozionale, contro i 2,6 milioni di euro delle imprese).
Il fenomeno è tuttora semiclandestino, è difficile addirittura recuperare i dati relativi agli enti che hanno sottoscritto derivati. L’unico elenco distribuito al pubblico è quello di Unicredit che ha diffuso una tabella dalla quale ricaviamo che i comuni lombardi clienti sono 16, tra cui Milano, per un totale di quasi 950 milioni di euro. In Toscana, salito alle cronache il comune di Marradi, che dagli swap ha creduto di guadagnare, finché non son venuti fuori i ‘costi impliciti’: 62.000 euro.
Anche il Comune di Firenze ha sottoscritto i suoi swap, rendendosi conto tardi dei problemi che comportavano. Secondo stime della Corte dei Conti, il debito degli enti locali toscani sottoposto a swap sarebbe di circa mezzo miliardo.Di fronte al dilagare di questo fenomeno, che mette a rischio i bilanci pubblici e le tasche dei cittadini e contribuenti, si è mossa Finansol.it associazione per la promozione della finanza solidale, che lancia la sua prima campagna pubblica chiamata “A carte scoperte”. La campagna chiede trasparenza nell’uso dei derivati finanziari, esigendo che, semplicemente, tutti gli enti pubblici che utilizzano questi prodotti lo segnalino con chiarezza ai cittadini. Per sostenere la campagna è possibile firmare la petizione on-line (www.finansol.it/petition).
17 gennaio 2008
ASSEMBLEA F.E.e S. delle Piagge
del
Fondo Etico e Sociale delle Piagge
presso
il Centro Sociale "il Pozzo"
via Lombardia,1/p Firenze
tel. 055373737
chi lo desidera, dopo l'assemblea, potrà cenare insieme
09 ottobre 2007
ASSEMBLEA
17 giugno 2007
ASSEMBLEA FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
ASSEMBLEA DEI SOCI
DEL
FONDO ETICO E SOCIALE DELLE PIAGGE
Via Lombardia, 1/p Tel. 055373737
L'assemblea è aperta a tutte le persone interessate.
Alla fine dell’assemblea chi lo desidera potrà cenare insieme
(sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere)
17 maggio 2007
COLTIVIAMO IL SOGNO DELLA FINANZA ETICA E SOLIDALE
Siamo amici e soci di Banca Etica, e in questi anni abbiamo sostenuto il progetto della Banca e ne abbiamo condiviso gli obiettivi e l’ispirazione.
Crediamo in una finanza etica alternativa al sistema finanziario dominante. Una finanza etica fondata sulla partecipazione democratica, una finanza etica che sostiene progetti ed attività per una nuova economia, una finanza etica che non si compromette con i poteri economici e finanziari dominanti.
Il percorso di Banca Etica è stato faticoso ed entusiasmante. Dopo 8 anni di avvio di quel percorso è importante che i valori che ne stavano alla base siano rilanciati e non siano dimenticati o ridotti a pura declamazione, o addirittura persi.
Ci aspettiamo una Banca Etica che promuove la partecipazione democratica dei suoi soci, che si rinnova in continuazione promuovendo il ricambio democratico dei suoi gruppi dirigenti, che finanzia progetti di qualità di un’economia solidale innovatrice, una Banca che è riconosciuta come un’alternativa al sistema finanziario dominante.
Ci aspettiamo una Banca Etica capace di sperimentare pratiche finanziarie realmente diverse e non semplicemente di umanizzare un sistema della finanza che riduce l’etica a marketing. Ci aspettiamo una Banca Etica che continui a puntare sulla pace, la solidarietà e la sostenibilità dello sviluppo. Ci aspettiamo una Banca Etica - autenticamente democratica e popolare - che parte dal basso.
Non ci aspettiamo una Banca Etica che parte dall’alto e che non alimenta un dibattito al suo interno tra i soci e i suoi gruppi locali o che demonizza i punti di vista differenti definendoli residuali, una Banca Etica troppo presa da dinamiche di potere e della sua conservazione per poter ascoltare la vera voce della sua base.
Ci preoccupa l’idea di una Banca Etica che si fa coinvolgere in iniziative con banche che finanziano la vendita delle armi o che - senza le necessarie prudenze - investa in modo speculativo in mercati azionari dalla assai dubbia eticità, guadagnando dalla privatizzazione di una previdenza di cui andrebbe difeso il carattere pubblico.
Temiamo di scoprire una Banca Etica che rischia di perdere - giorno dopo giorno - il suo carattere alternativo e di innovazione. O che usa i suoi soci e i suoi gruppi locali in una democrazia di facciata, senza coinvolgerli direttamente nelle decisioni.
In questi anni molte banche tradizionali hanno avviato operazioni (ovviamente da noi criticate) di finanza cosiddetta etica: fondi, partnership, investimenti ad hoc. Banca Etica, senza i suoi valori originari, rischia di vedere appannarsi la sua immagine all’esterno, di perdere il suo carattere di alterità, di farsi sorpassare da queste e future iniziative, di perdere quell’impatto dirompente che aveva caratterizzato i suoi albori. Il rischio è che diventi una Banca - solo un po’ più umana e corretta - come le altre.
Noi chiediamo che Banca Etica si apra ad una nuova stagione: quella dell’autentica partecipazione e del ricambio democratico dal basso che mette al centro i soci ed i gruppi locali, di un dibattito plurale e senza discriminazioni che dia spazio a punti di vista diversi, quella di una Banca che non rischia di rovinare la sua immagine facendo partnership con chi fa affari sulla vendita delle armi o speculando sui mercati azionari. Noi chiediamo rispetto per tutti i soci, per tutti i gruppi locali e per i loro rispettivi ed anche diversi punti di vista. Noi chiediamo che il prossimo Consiglio di Amministrazione si ispiri a questi valori e che apra una nuova stagione favorendo nuovi processi di partecipazione e di inclusione e di rinnovamento politico, culturale e gestionale della Banca.
Noi soci, simpatizzanti, amici del progetto Banca Etica chiediamo a coloro che si candideranno al prossimo Consiglio d’Amministrazione di prendere impegni precisi rispetto ai seguenti aspetti:
- promuovere con pazienza la massima partecipazione di soci e clienti, attuando un deciso ed effettivol decentramento decisionale e favorendo l’eventuale ricambio manageriale;
- rompere i rapporti con tutti i partner che siano - a qualunque titolo - coinvolti con le attività di commercio e produzione di armi e in altre attività dannose per la salute e l’ambiente;
- utilizzare i fondi raccolti attraverso fondi comuni di investimento e fondi pensione in investimenti locali e responsabili, non soltanto - come oggi accade - verso titoli collocati in borsa, che sono troppo pochi, non bisognosi di capitali perchè già in grado di procurarsene, sganciati dai territori;
- garantire che di ogni progetto finanziato dalla Banca venga svolta - e sia centrale nel processo di valutazione - l’analisi sociale ed ambientale, oggi realizzata solo per una quota dei prestiti concessi.
Crediamo che - nella complessità della gestione di un operatore finanziario etico - questi quattro punti debbano costituire i capisaldi dell’azione, le colonne portanti di ogni scelta strategica. Siamo disponibili ad ogni forma di aiuto e confronto sia necessaria per sostenere il progetto di Banca Etica e per rimarcarne la differenza rispetto alle tante operazioni di maquillage aziendale che sono in corso nel mercato finanziario.
Banca Popolare Etica è un progetto straordinario che merita di continuare a raccogliere convinte adesioni di migliaia di cittadini e istituzioni: vanno cercate e trovate tutte le soluzioni per mantenerne intatta la forza e lo spirito originario. A partire dall'assemblea del prossimo 26 maggio.
Promotori:
Ornella De Zordo - Andrea Ferrante - Marco Gallicani - Paul Ginsborg - Giulio Marcon - Alessandro Messina - Riccardo Petrella - don Alessandro Santoro - Pierluigi Sullo - Antonio Vermigli - Alex Zanotelli
Per aderire all'appello: http://www.finansol.it/, info@finansol.it
03 maggio 2007
Padre A. ZANOTELLI scrive a Banca Etica
Al Presidente di Banca Etica
al C.d.A.
al Comitato Etico
alla Fondazione Etica
Carissimi, pace e bene!
è da lungo tempo che volevo scrivervi questa lettera, ma ho sempre aspettato proprio perché ho sempre avuto paura di fare più male che bene! Ma dopo che per il secondo anno la Banca Popolare di Milano, associata a Banca Etica, è stata trovata ancora nelle liste delle banche armate, mi son sentito spinto a scrivervi. Per me è già grave che la Banca Etica non si sia accorta prima del comportamento della BPM. E se si era accorta, perché non ha subito reagito? E' una vicenda inquietante questa.
Nel 2004 sono stati domiciliati sulla BPM i famigerati incassi per fornitura all'estero di armi indicati nella Relazione governativa 2005. Un ammontare complessivo di circa 57 milioni di euro che copriva il 2% delle autorizzazioni richieste. Immediatamente la cosa è stata segnalata ai vertici di BPM fino a che, dopo una serie di chiarimenti, in data 20 maggio 2005, i vertici di entrambe le banche diffondono un comunicato congiunto in cui BPM si impegna per il futuro a rendere "trasparente" e "coerente" la propria condotta di "banca non armata". La reputazione del socio milanese sembrava salva. Senonchè, in occasione della Relazione presentata al Parlamento nell'aprile 2006, la percentuale degli importi delle transazioni di BPM è scesa dal 4,05% al 3,08%, mentre le commesse sono aumentate da 22 a 26. Il comportamento di BPM, recidivo, nonostante le prese di posizione e le dichiarazioni d'intenti, fa discutere chi nell'attività di Banca Etica crede si debba rispecchiare il profilo di una "banca alternativa", e non solo "responsabile". Sono rimasto sconcertato della risposta ufficiale della Dirigenza di Banca Etica: "Il lavoro fatto su BPM nell'influenzarla secondo le nostre linee guida etiche è andato oltre ogni aspettativa". Siete proprio convinti che la rete della società civile che vigila sulle tematiche della pace in Italia la pensi così?!
Ritengo che sia assolutamente inaccettabile che Banca Etica faccia affari con BPM e penso che il minimo che la BE dovrebbe chiedere a BPM e a tutte le banche iscritte è :
1) La non accettazione di operazioni di commercio di armi,
2) Il non sostegno e utilizzo diretto e indiretto di paradisi fiscali,
3) La commercializzazione da parte delle banche partner solo di fondi etici nella loro gamma e che almeno i criteri individuati per questi siano applicati a tutti i fondi da loro commercializzati.
Questi punti devono essere vincolanti. Altrimenti molti soci vedranno tradita la loro fiducia inizialmente riposta nella Banca Etica. L'epilogo finale di questa vicenda dovrebbe essere la rottura di tutti gli accordi con la BPM.
Ho l'impressione che questa vicenda confermi il crescente scollamento fra il vertice e la base. Il rapporto col socio era il tratto distintivo di Banca Etica rispetto alle mille altre realtà del mondo della finanza che si dedicano alla finanza etica. Molti sono i segnali di un mancato coinvolgimento dei soci :
- da un anno e mezzo i soci non leggono i verbali del consiglio d'amministrazione (vecchia prassi consolidata della Banca);
-la scarsa condivisione rispetto a molte delle scelte strategiche fatte dalla direzione sono state scarsamente condivise coi soci (da Etica Sgr alla decisione di avviare un fondo pensione);
- la partecipazione media dei soci alle assemblee è bassissima (meno del 5% del totale, comprese le deleghe).
Il livello di frustrazione dei soci, anche di quella minoranza che partecipa nelle forme strutturate (coordinamenti, git, ecc.) è assai alto. Il nostro capitale sociale più importante è la motivazione delle persone, sono le relazioni. Spesso invece ci si trova in una situazione in cui il ruolo dei soci è mortificato.
Questo scollamento tra direzione di Padova ed i soci si è manifestato ultimamente in diversi episodi, come i fondi Telecom, come la cattiva gestione del sud, come l'accordo con le Poste italiane, o la costituzione del fondo pensione etico, e queste scelte sono state prese senza il coinvolgimento vero della base. Ho purtroppo l'impressione di una gestione verticistica della Banca in cui decisioni importanti vengono prese a Padova.
Ho tanta paura che la Banca Etica compia scelte strategiche di fondo non nel pieno interesse della base sociale, ma col fine ultimo della crescita dimensionale ad ogni costo.
Oggi la Direzione della Banca sembra precocemente ripiegata su se stessa, sull'importante pratica quotidiana di far funzionare la Banca, ma incapace di vedere il senso e il ruolo di questa esperienza. C'è forse un eccesso di delega agli amministratori tale per cui la base sociale non è più in grado di controllarne le scelte strategiche di fondo?
La Banca Etica dovrebbe essere un esempio alternativo al sistema bancario tradizionale, a cominciare dalla sobrietà fino alle valutazioni etico sociali. La valutazione etico-sociale dovrebbe essere uno degli elementi distintivi e caratterizzanti della Banca. Eppure ancora oggi la maggior parte degli affidamenti vengono effettuati senza il VARI. Ma soprattutto oggi la valutazione etico-sociale è una pratica facoltativa e non vincolante. Su chi viene applicato? Su tutti i finanziati, oppure solo su una parte? Chi ne è escluso e perché? Ma soprattutto, se il parere è negativo che succede? Perché non è una pratica obbligatoria e vincolante?
Secondo molti soci c'è un annacquamento dell'identità culturale del progetto. La Banca sta passando da Banca "Alternativa" a Banca solo "Responsabile", da un punto di vista politico Banca Etica è sempre meno diversa dagli altri. Ho paura che la BE abbia rinunciato al suo ruolo di trasformazione della società, dell'economia e della finanza. Sembra che la spinta innovativa si stia esaurendo e che la scelta - forse inconsapevole - sia di abbassare di un poco il tiro, per poter affermare tranquillamente di essere una banca che certe cose "non le fa" (una banca responsabile), piuttosto che una banca alternativa, motore dell'economia solidale.
I soci non vogliono diventare solo una banca responsabile, ma restare Banca Alternativa. Permettetemi infine, dato che vivo da vari anni a Napoli e mi muovo soprattutto al sud, di sottolineare il poco impegno della Banca Etica verso il meridione d'Italia, e le cattive scelte fatte dalla Direzione al Sud. Una Banca che si definisce Etica dovrebbe concentrare il maggior impegno nei territori più deboli. Basta guardare come la rete di Banca Popolare Etica è distribuita sul territorio nazionale per rendersi conto che lo sviluppo della Banca ha finora penalizzato fortemente il Sud. Escluso Napoli, nelle altre regioni del mezzogiorno la presenza della Banca è esigua, insufficiente e seguita male. Inoltre, al Sud va meno del 10% del totale dei finanziamenti effettuati. Basti pensare che al Veneto arriva più del 20%, e alle reti Arci e Acli insieme va più del 10%.
Vi mando questa lettera anche in vista delle elezioni del 26 maggio per il rinnovo del cda, del collegio sindacale e del comitato di probiviri di Banca Etica. Purtroppo il regolamento scoraggia la presentazione di candidati indipendenti. Questo è molto strano, perché in altre banche popolari invece è possibile. E' un punto da rivedere se si vuole favorire la partecipazione dal basso.
Vi scrivo queste cose proprio con la passione che ho sempre avuto per Banca Etica perché desidero che diventi sempre più una banca che sia di esempio e di cambiamento, in Italia come in Europa.
Banca Etica è per me una perla preziosa. Guai se la perdiamo!
Fin dalla sua nascita l'ho sostenuta e fatta conoscere. Se vi scrivo è perché questo strumento di Resistenza al Sistema deve diventare sempre più efficace. Tocca a voi darvi da fare perché la Banca Etica sia sempre più una perla preziosa.
Buon lavoro,
p. Alex Zanotelli
07 marzo 2007
ASSEMBLEA FONDO ETICO E SOCIALE
06 gennaio 2007
Sabato 13 Gennaio ASSEMBLEA DEI SOCI
presso il Centro Sociale “IL POZZO”
(sono graditi contributi eno-gastronomici da condividere)
05 gennaio 2007
Il futuro di banca Etica, visto dal basso
in collaborazione con Finansol.it, il blog della finanza etica e con il Fondo Etico e Sociale delle Piagge, il Fondo Essere dell'Isolotto, l'Associazione Progetto Seme vi invita all'incontro:
Il futuro di Banca Etica, visto dal basso
A Firenze, mercoledì 10 gennaio, ore 21
al circolo dell'Affratellamento in via Gian Paolo Orsini, 73
Sono stati invitati il consiglio di amministrazione di Banca Etica, i soci, i dipendenti. Hanno, per ora, aderito: Ugo Biggeri, Gianni Comoretto, Maurizio Catalano, Arturo Federico, Chiara Cherubini, Riccardo Dugini, Piero Forosetti, Cristiano Lucchi, Marco Gallicani, Alessandro Messina, Lorenzo Guadagnucci, Filippo Mannucci, Alessandro Celoni
Soci, dipendenti, clienti e simpatizzanti si interrogano sulle scelte strategiche della banca, perché vogliono
- contrastare l'economia del debito forzato a cui ci porta il mondo delle banche.
- smentire le basi dei prodotti pseudo-etici degli altri istituti di credito.
- dedicare il loro denaro alla sperimentazione di innovazioni imprenditoriali nella solidarietà
- lavorare con le istituzioni per la promozione della finanza etica sul territorio.
- conoscere di più e meglio quel che fa Banca Etica, in Italia ed in Europa.
- condividere idee, strategie, sinergie con le numerose iniziative di finanza etica esterne.
- valorizzare l'operato e la cultura di Banca Etica perché diventino più visibili.
- discutere di più e meglio tra di loro sulle grandi scelte
- scegliere dove e con chi investire idealmente ed economicamente.
- preservare l'identità della banca dal rischio di divenire solo un marchio tra i tanti
- allacciare vere e concrete alleanze con la società civile organizzata
- eleggere un consiglio di amministrazione competente, appassionato e determinato.
Banca Etica siamo noi e a noi spetta di organizzarci dal basso per coltivare uno strumento che davvero contrasti un'economia fondata sul profitto di pochi, sullo sfruttamento delle persone e delle risorse e non sull'equità sociale, sul rispetto dei diritti di persone ed ecosistema.
18 dicembre 2006
19 Dicembre - Il Fondo Etico e Sociale delle Piagge a Sarteano (SI)
03 dicembre 2006
Parco Sociale ed Economia Solidale alle Piagge GIOVEDI' 7 DICEMBRE 2006
PARCO SOCIALE ED ECONOMIA SOLIDALE ALLE PIAGGE
in collaborazione con la Fondazione Michelucci, il Comune di Firenze e il Quartiere 5
dove: Firenze - Centro sociale il Pozzo - Via Lombardia 1p
quando: giovedì 7 dicembre ore 10,00 - 18,30
L’incontro vuole creare un “cortocircuito” sul territorio concreto delle Piagge tra due ambiti di sperimentazione, quello del “Parco sociale” e quello della “Economia solidale”. L’occasione è data dalle suggestioni del Piano di riqualificazione delle Piagge redatto dall’architetto Giancarlo De Carlo poco tempo prima della sua scomparsa.
La giornata sarà condotta come un dialogo tra esperienze nate in diversi contesti di “frontiera urbana” (Firenze, Roma, Napoli) che troveranno un momento di scambio con i soggetti attivi sul territorio delle Piagge e con le istituzioni locali per lo sviluppo di un’idea di parco come elemento di riconnessione tra molte cose diverse tra loro: tra abitanti e territorio, tra città e campagna, tra economia e risorse locali, tra generazioni, tra abitanti vecchi e nuovi, provenienti da culture diverse, tra saperi locali e qualità della vita, tra sviluppo sostenibile e stili di vita, tra soggetti deboli e tessuto sociale, tra reti di cooperazione spontanea e azione istituzionale.
Per maggiori informazioni sul programma della giornata: Centro Sociale Il Pozzo tel. 055373737
17 novembre 2006
Bertolucci: 'La finanza etica Toscana esempio in Europa"
l'assessore al credito ha fatto il punto delle economie solidali del territorio.
'Le innovazioni in materia di finanza etica e solidale' è il titolo della conferenza organizzata a Parigi dalla 'Federazione Europea delle Banche Etiche e Alternative' (FEBEA) e alla quale ha partecipato oggi Giuseppe Bertolucci, assessore al bilancio, finanze e credito della Regione Toscana. Nella seconda sessione dedicata al ruolo dei poteri pubblici nel sostegno alla finanza etica, l'assessore Bertolucci ha fatto il punto sulla collaborazione tra la Regione Toscana e le tante esperienze locali impegnate nel portare avanti un'idea diversa, fondata sulla solidarietà, della finanza sul territorio. "In Toscana la collaborazione tra le istituzioni e il mondo della finanza etica è da tempo una realtà concreta in grado di offrire risultati significativi: aiuta le economie locali a trovare una propria autonoma via di sviluppo strettamente collegata alle risorse e alle peculiarità del territorio", ha detto l'assessore Bertolucci. "Già dal 2000 l'inventore del microcredito Mohammad Yunus, premiato recentemente con il Nobel per la Pace, è stato insignito con il Pegaso d'Oro della Regione; dal 2001 siamo diventati soci di Banca Etica, un istituto di credito sostenuto dalla società civile che promuove la cultura della finanza etica." L'assessore si è poi soffermato in particolare sulle esperienze di finanza etica legate al territorio. "Cito con piacere due realtà fiorentine che rappresentano il punto più avanzato, anche a livello internazionale, di microcredito urbano: il Fondo Etico delle Piagge e il Fondo Essere dell'Isolotto. In particolare il Fondo delle Piagge è una delle migliori esperienze di questo tipo in Italia. Opera su un quartiere di notevole disgregazione sociale e di recente immigrazione, effettuando prestiti a favore degli ultimi, con un tasso di rientro dei debiti molto elevato. Chi aderisce come socio risparmiatore è tenuto a partecipare alle assemblee, chi chiede prestiti deve vivere o operare nel quartiere. Il Fondo Essere è un progetto promosso ad oggi da 21 associazioni di volontariato ed è nato da una esperienza di microcredito per l'inserimento di donne rom nel lavoro, esperienza sostenuta da fondi regionali. Il Fondo effettua piccoli "prestiti di solidarietà" a cavallo tra il microcredito e forme di prestito d'onore. Il denaro prestato proviene da donazioni, e non vengono richiesti interessi o piani di rientro."L'assessore Bertolucci ha infine passato in rassegna le misure della Regione Toscana legate ad un'idea dell'economia fondata sui diritti: dai preziosi progetti di cooperazione internazionale con il Sud del Mondo all'interessante esperienza di Fabrica Ethica, il programma regionale per la certificazione sociale delle imprese: su 1038 aziende certificate SA8000 nel mondo, 395 sono italiane e che il 35% di queste, ovvero 143 aziende, operano in Toscana. L'assessore ha concluso l'intervento - tenuto davanti ad una platea di esperti ed economisti provenienti da tutta Europa - affrontando il tema della fiscalità ambientale in Toscana. Ecco le parole di Bertolucci in merito: "Dobbiamo saper riformare la fiscalità in senso ambientale. Il governo regionale ritiene infatti determinante il ruolo della finanza pubblica nelle politiche di salvaguardia dell'ambiente, perché le imposte ambientali hanno il merito di incidere direttamente sui comportamenti e sulle azioni delle persone e delle imprese."
Cristiano Lucchi
03 novembre 2006
Il Fondo Etico e la Mag6 insieme domenica 11
L’appuntamento quindi è per SABATO 11 NOVEMBRE alle ore 10,00 al CENTRO SOCIALE IL POZZO via Lombardia,1/p, tel. 055373737.
17 ottobre 2006
14 ottobre 2006
Premio Nobel per la Pace a Muhammad Yunus

STOCCOLMA - Il premio Nobel per la pace è stato assegnato all'economista Muhammad Yunus, l'inventore del microcredito e alla sua Grameen Bank. La motivazione dell'Accademia di Stoccolma spiega che il prestigioso riconoscimento è stato conferito all'economista del Bangladesh Yunus e ai suoi collaboratori della Grameen Bank "per i loro sforzi di creare sviluppo economico e sociale dal basso".
(Muhammad Yunus "Il banchiere dei poveri" ed. Feltrinelli)
13 ottobre 2006
ANSA / NOBEL PACE: Anche in Italia esperienze di Microcredito
NOBEL PACE: ANCHE IN ITALIA ESPERIENZE DI MICROCREDITO /ANSA
CENTINAIA DI STORIE DI VITE SALVATE CON POCHE MIGLIAIA DI EURO (ANSA)
ROMA, 13 ott - Centinaia di vite ''salvate'' con poche migliaia di euro. L'idea semplice e rivoluzionaria del neo premio Nobel per la pace, Mohammad Yunus, ha trovato seguaci anche in Italia, dove sono attive alcune esperienze di microcredito ''dal basso'' che danno fiducia e soldi ai tanti soggetti ''non bancabili''. Tante piccole realta' che praticano il microcredito a livello locale, prestando piccole somme ai cittadini di un certo territorio. Due esempi ''eccellenti'', segnala l'agenzia per il cambiamento sostenibile Metamorfosi, si trovano nella periferia di Firenze, dove il Fondo Essere all'Isolotto e il Fondo Etico e Sociale alle Piagge hanno offerto a centinaia di persone la possibilita' di sollevarsi da un momento difficile. Non vengono chieste garanzie: la concessione dei prestiti si basa sulla fiducia che deriva dalla conoscenza reciproca, dall'instaurarsi di una relazione umana. E la formula sembra funzionare egregiamente, con un tasso di insolvenza prossimo allo zero. La restituzione delle somme e' sempre concordata con il beneficiario e rateizzata secondo le sue necessita', senza interessi. Il successo di queste iniziative si basa anche sulla risposta del territorio dove si crea questa rete di solidarieta'. Risposta convinta a giudicare dalla raccolta del credito, che per i due fondi ha superato i 300.000 euro e da cui sono stati erogati decine e decine di prestiti da
ASCA / Microcredito: a Firenze 300 mila euro per affitti e bollette
(ASCA) - Roma, 13 ott - Accumulare un debito sempre piu' alto per colpa delle spese di condominio. Sono bastati 1.500 euro per impedire a una coppia senza reddito fisso e in attesa di pensione di scivolare nella morosita' per poche bollette insolute. 520 euro sono serviti, invece, ad una signora per pagare due mesi d'affitto prima che le arrivasse il contributo comunale con il quale vive, e che le viene liquidato solo due volte l'anno. 1.500 euro sono andati invece a una famiglia con due figli piccoli e un solo stipendio su cui contare, per pagare l'affitto in attesa di una casa popolare. Sono alcune delle storie di 'ordinario bisogno' che non avevano trovato soluzioni nella finanza ordinaria e sono state affrontate a Firenze dal Fondo Essere all'Isolotto e dal Fondo Etico e Sociale delle Piagge, iniziative di microcredito nate nelle due comunita' di base della periferia fiorentina. I fondi hanno offerto a centinaia di persone la possibilita' di sollevarsi da un momento difficile.
Chi ha bisogno non deve produrre garanzie: la concessione dei prestiti si basa sulla fiducia che deriva dalla conoscenza reciproca, dall'instaurarsi di una relazione umana. E la formula sembra funzionare, con un tasso di insolvenza prossimo allo zero. La restituzione delle somme e' sempre concordata con il beneficiario e rateizzata secondo le sue necessita', senza interessi. Risposta convinta a giudicare dalla raccolta del credito, che per i due fondi ha superato i 300.000 euro e da cui sono stati erogati decine e decine di prestiti da 200 a 2500 euro.
Recentemente il Fondo Essere ha stipulato una convenzione con la Banca del Chianti Fiorentino che emettera' ''obbligazioni etiche'' a sostegno del Fondo stesso e contribuira' al raddoppio del fondo di garanzia dei prestiti, consentendo di aumentare il loro tetto massimo e di finanziare anche piccole imprese.